Il Tirreno

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Tempesta solare in corso: possibile aurora boreale in Italia oggi martedì 20 gennaio

di Redazione web

	Aurora boreale in Italia (Foto di Tommaso Eramo)
Aurora boreale in Italia (Foto di Tommaso Eramo)

Secondo i dati riportati da SpaceWeatherLive, alle 10:43 italiane di martedì 20 gennaio era in atto una tempesta G3, mentre poco dopo, alle 11:22, si è verificato un nuovo picco G4

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La serata del 19 gennaio 2026 resterà impressa come una delle più intense degli ultimi anni per quanto riguarda l’attività solare. Intorno alle 20:30, un flusso di vento solare estremamente rapido ha investito la magnetosfera terrestre, generando una tempesta geomagnetica di livello G4. Gli effetti non si sono esauriti con la notte: anche nella mattina di martedì 20 gennaio gli strumenti hanno registrato oscillazioni significative dell’indice Kp, con valori compresi tra 7 e 8, segno di una perturbazione ancora in pieno corso.

Indice Kp alle stelle e aurore visibili anche in Italia

Secondo i dati riportati da SpaceWeatherLive, alle 10:43 italiane di martedì 20 gennaio era in atto una tempesta G3, mentre poco dopo, alle 11:22, si è verificato un nuovo picco G4. L’indice Kp – che misura l’intensità dell’attività geomagnetica su una scala da 0 a 9 – ha raggiunto quota 8, un valore sufficiente a portare l’aurora boreale fino alle nostre latitudini. Non a caso, nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, archi luminosi dai colori intensi sono comparsi nei cieli del Nord Italia, regalando immagini spettacolari. Il maltempo ha purtroppo impedito a gran parte del Centro e del Sud di assistere al fenomeno, ma nelle regioni settentrionali – dalla Valle d’Aosta al Piemonte, dal Veneto all’Emilia-Romagna fino alla Lombardia – sono state scattate fotografie straordinarie. Suggestivi anche gli scatti provenienti dalle Dolomiti, dalla Val Gardena, dalla Val di Fassa e dalle zone di confine con l’Austria. Aurore ben visibili anche in Francia, Germania e in diversi Paesi del Nord Europa.

L’origine: un brillamento solare potentissimo

La sequenza di eventi è iniziata la sera del 18 gennaio, quando la regione attiva AR 4341 ha prodotto un brillamento di classe X 1.9, tra i più energetici della scala. L’esplosione ha generato una massiccia espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra. Normalmente queste nubi di plasma impiegano due o tre giorni per raggiungere il nostro pianeta, ma in questo caso la velocità era eccezionale: oltre 1.600 km al secondo. Il risultato è stato un impatto in appena 24 ore, molto prima delle previsioni. Oltre alla tempesta geomagnetica, il brillamento ha provocato anche una tempesta di radiazioni S4, con potenziali ripercussioni su satelliti, comunicazioni radio, sistemi GPS e perfino sulla sicurezza dei voli. Le tempeste G4, infatti, sono solo un gradino sotto il livello massimo (G5), considerato potenzialmente catastrofico.

Perché si formano le aurore e perché sono arrivate così a sud

Le aurore polari si generano quando le particelle cariche del vento solare interagiscono con gli atomi dell’alta atmosfera terrestre, eccitandoli e producendo emissioni luminose. Più la tempesta geomagnetica è intensa, più le aurore riescono a spingersi verso latitudini insolite. Con un Kp pari a 8, l’Italia settentrionale rientra pienamente nella fascia di visibilità.

Possibili nuove aurore nelle prossime ore

La perturbazione magnetica non si è ancora esaurita. I parametri continuano a oscillare rapidamente e non è escluso che tra il 20 e il 21 gennaio possano verificarsi nuove condizioni favorevoli all’osservazione dell’aurora boreale. Molto dipenderà dall’evoluzione del vento solare e dalla stabilità del campo magnetico terrestre. Come ha spiegato l’astrofisico Tony Phillips di Spaceweather.com, «il campo magnetico terrestre sta ancora rispondendo all’impatto, con tempeste da G1 a G3 in corso. E nella mattina di martedì 20 gennaio è comparsa una nuova G4, segno che la perturbazione resta molto forte».

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