Il Tirreno

Arti

Dolori alla spalla: i 10 consigli pratici della Siot

di Angelica Amodei
Dolori alla spalla: i 10 consigli pratici della Siot

Cuffia malandata? Un problema per 1 over 60 su 3. Tra familiarità, posture scorrette e sport a rischio, sono i aumento lesioni o rotture della cuffia. Ecco cosa fare

4 MINUTI DI LETTURA





Un dolore alla spalla che non passa, la fatica nei movimenti quotidiani o quello “scatto” fastidioso ogni volta che si alza il braccio: sono alcuni segnali tipici delle lesioni alla cuffia dei rotatori, un insieme di tendini e muscoli che garantisce alla spalla la sua piena mobilità. Secondo la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), in Italia circa il 30% degli over 60 presenta lesioni o rotture della cuffia, con un’incidenza in crescita anche tra i più giovani, soprattutto sportivi e lavoratori che compiono gesti ripetitivi o usuranti. “Non si tratta solo di un problema legato all’età”, spiega la Dott.ssa Erika Viola, Consigliere SIOT e Direttore UOC Ortopedia e Traumatologia, ASST Cremona. “La cuffia può indebolirsi progressivamente per effetto del tempo, del fumo o di posture scorrette, ma anche per traumi improvvisi come cadute o movimenti errati. Alcuni sport praticati senza la giusta preparazione aumentano il rischio, così come una predisposizione familiare. Non sempre serve ricorrere alla chirurgia, ma è fondamentale riconoscere i segnali d’allarme e rivolgersi allo specialista”.

I sintomi da non ignorare sono dolore, soprattutto notturno o nei movimenti sopra la testa, debolezza, limitazione funzionale e sensazioni di “scatto” o “schiocco”. “Le lesioni possono essere molto dolorose e non sempre la gravità dei sintomi corrisponde a ciò che si osserva agli esami”, aggiunge l’esperta. “Per questo la diagnosi richiede una valutazione clinica attenta”. Nei casi più lievi possono bastare fisioterapia e infiltrazioni mirate, mentre la chirurgia, di solito artroscopica, è indicata per dolori persistenti e perdita significativa di forza. “In pazienti selezionati”, spiega il Prof. Pietro Simone Randelli, Presidente SIOT “l’intervento consente di tornare a una vita sportiva e a una spalla funzionale, anche se i tempi di recupero possono essere lunghi”. Anche fattori come diabete, obesità, ipertensione o fumo influiscono negativamente sia sulla salute dei tendini sia sulla guarigione postoperatoria, aumentando il rischio di recidive.

I campanelli d’allarme da non ignorare

Dolore alla spalla, soprattutto notturno o durante i movimenti sopra la testa, debolezza, difficoltà nei movimenti, sensazioni di “scatto” o “schiocco” sono sintomi da non sottovalutare. Dice Erika Viola: “È importante non sottovalutare il dolore alla spalla, soprattutto se persiste o peggiora nel tempo. La diagnosi inizia con una visita accurata, supportata da esami mirati: non sempre una lesione visibile è la vera causa dei sintomi”.

Fisioterapia, infiltrazioni o chirurgia?

Quando è necessario l’intervento: “La chirurgia”, evidenzia il Prof. Pietro Simone Randelli, Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia-SIOT, Ordinario di Ortopedia dell’Università degli Studi di Milano e Direttore della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini “è indicata nei casi di dolore persistente e debolezza marcata, ma molte lesioni, specie se parziali, possono essere gestite con infiltrazioni mirate, fisioterapia e controlli periodici. Le lesioni anteriori, di grandi dimensioni o in soggetti fragili vanno valutate con attenzione, perché possono progredire più facilmente. In pazienti selezionati l’intervento chirurgico, solitamente artroscopico, rappresenta un’opportunità per il ritorno all’attività sportiva e ad una spalla non dolente nella vita quotidiana”.

Che si tratti di un infortunio sportivo o di una degenerazione dei tendini della cuffia dei rotatori legata al tempo, tornare ad una spalla “funzionale” è possibile.  I tempi di recupero, però, variano e dipendono da vari fattori come il tempo di inattività della spalla, il tipo di intervento eseguito, la reattività in convalescenza e in riabilitazione.

Ecco 10 consigli pratici degli esperti della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia per tornare alla spalla che avevamo:

  1. Non trascurare il dolore alla spalla: è un segnale importante!
  2. La postura conta: la postura del tronco e delle scapole si modifica nel corso degli anni e può contribuire all’insorgenza di conflitto e lesioni della cuffia
  3. Non sovraccaricare le spalle con borse pesanti o zaini sbilanciati; allo stesso modo per le donne utilizzare reggiseni con spalline ampie o modelli sportivi durante l’attività fisica: il conflitto con la spalla può determinare una infiammazione cronica delle strutture della spalla
  4. Limitare pesi eccessivi e movimenti ripetuti al di sopra delle spalle se non si è allenati
  5. Fare sempre riscaldamento, defaticamento e stretching in caso di sport
  6. Non tutti gli sport fanno bene alle spalle: in particolare i cosiddetti sportoverhead (con gli arti al di sopra della testa), possono usurare precocemente i tendini della cuffia dei rotatori e la capsula articolare
  7. La spalla è un’articolazione che, se immobilizzata, tende ad irrigidirsi: quando rigidità e dolore compaiono, può svilupparsi una “capsulite adesiva”: è importante riconoscerne l’esordio per attivare una strategia vincente
  8. Affidarsi ad un professionista ortopedico se insorgono sintomi: essere precoci permette di ridurre la cronicizzazione delle lesioni
  9. Le infiltrazioni alla spalla assieme alla fisioterapia in molti pazienti permettono la risoluzione dei quadri clinici acuti alla spalla
  10. In pazienti selezionati, la chirurgia della cuffia dei rotatori della spalla effettuata da professionisti della SIOT, può permettere un ritorno ad una vita sportiva e relazionale normale
Primo piano
Calcio: crisi viola

Fiorentina, è arrivata la scelta su Vanoli: il racconto di una giornata surreale e i motivi della decisione

di Redazione web