cronaca

Mettersi in forma a ritmo di pole dance

Lanciato al cinema da Demi Moore a Jennifer Lopez, definisce il fisico, allunga la muscolatura, rende più flessibili e regala un benessere a 360 gradi: al corpo e alla mente. È di tendenza tra i giovani, ma può essere uno sport praticato a tutte le età, nessuno escluso. Lo spiega il campione del mondo Giacomo Fratini


11 giugno 2022 Cesare Bonifazi Martinozzi


È lo sport che ha conquistato il mondo dello spettacolo. Lo praticano Chiara e Valentina Ferragni, Diletta Leotta, Maddalena Corvaglia e nel film “Le ragazze di Wall Street” anche Jennifer Lopez si è cimentata nella disciplina, diventando un’irresistibile ballerina di pole dance. L’arte di arricciolarsi e fare evoluzioni sulla pertica non è solo di moda ma riesce a farci sentire meglio con il nostro corpo, aiuta a potenziare, asciugare il fisico ma anche a essere più flessibili e combattere i fastidiosi problemi alla schiena. Mettete al bando le idee di tutine aderenti e spogliarelli: la pole è da qualche anno sinonimo di benessere, e non solo ad appannaggio del sesso femminile. La dimostrazione è Giacomo Fratini, atleta e poler navigato, che dalla sua palestra di Livorno, l’Acropolis, è riuscito a diventare campione del mondo. Il suo fisico scultoreo e la sua agilità nelle acrobazie sono l’evidenza lampante di come anche gli uomini possano trarre grandi risultati dal palo. I suoi titoli più importanti? Campione italiano dal 2019 al 2021, campione del mondo nel 2021, e campione al World Games nel 2018. La sua esibizione ha fatto furore nel programma televisivo Romania’s Got talent.

Come si può definire la pole?

È uno sport che consiste nel fare acrobazie più o meno semplici sulla pertica. Ci sono alcune acrobazie che si concentrano più sulla flessibilità, e comprendono spaccate e movimenti di schiena, oppure di forza (come le bandiere) oppure dinamiche, come i salti.

Quando ha cominciato?

Otto anni fa, nel 2016. Ho cominciato per caso perché facevo animazione in discoteca: ogni volta che c’era una serata la direzione mi chiedeva di creare uno spettacolo diverso. Nel corso degli anni ho imparato a fare il mangiafuoco oppure ad andare sui trampoli, tanto per fare un paio di esempi. Una volta mi è stato chiesto di utilizzare il palo. Non lo avevo mai fatto. Dato che a Livorno non esisteva una scuola di pole, sono andato a Pisa: c’era una ragazza di Firenze che teneva una lezione a settimana e tutta la classe poteva utilizzare un solo palo. È stato lì che ho mosso i primi passi: dopo due anni di allenamento intenso ho aperto la mia scuola. Adesso c’è uno studio in quasi ogni città.

In cosa consiste la preparazione atletica della disciplina?

L’aspetto positivo della pole è che si può praticare senza problemi anche a livello amatoriale con discreti risultati sia sul piano fisico che su quello visivo. Basta essere costanti

negli allenamenti. Ci sono molte persone che vengono nella mia scuola che arrivano direttamente dal divano: aspiranti atleti e atlete che da una base “zero” di allenamento riesco a portarle a fare evoluzioni anche mediamente complesse. Se si parla invece della preparazione atletica per le gare, si punta a potenziare e rendere più flessibili diversi muscoli a seconda della sequenza da eseguire.

Quali sono i benefici per il corpo e i muscoli più coinvolti?

Gli allievi e le allieve vedono i primi risultati già dopo un paio di mesi: sia come forza che come flessibilità. Le fasce più coinvolte nel potenziamento si collocano dal bacino in su. Le gambe non sono trascurate ma viene fatto un lavoro di estensione dei gruppi muscolari. Non capita di rado che arrivino agli allentamenti donne e uomini che hanno bisogno di correggere la postura della schiena o risolvere un problema di lordosi: le lezioni sono incentrate sull’utilizzo di determinati muscoli per la retroversione del bacino, ovvero ruotare la parte posteriore del corpo appiattendo la zona lombare.

Ci sono altri aspetti positivi nel fare pole dance?

In molti mi dicono che sia un vero toccasana per la mente e il buon umore: riesce a rendere le persone più sicure di sé. Mi sono dato alcune risposte sul perché. In primo luogo, chi affronta il palo si deve mettere in testa di affrontare le proprie paure, prima di tutte quella di cadere. Il secondo motivo è che per allenarsi è necessario avere un abbigliamento specifico: molte parti del corpo sono scoperte perché facciano attrito con la pertica. Al primo imbarazzo di mostrarsi, gli atleti e le atlete sviluppano un senso di sicurezza. Nessuno giudica: stiamo facendo sport e non stiamo a guardare le smagliature o il chilo di troppo.

Qual è il segreto del successo della pole, tanto da coinvolgere anche persone dello spettacolo?

Ci sono più fattori. Come ho detto, i miglioramenti sono visibili sul proprio corpo già dopo i primi due mesi di allenamento. Tutti possono riuscire a fare delle figure che sembrano complesse ma che in realtà non lo sono. Superato il primo ostacolo, ovvero l’idea che ci si possa far male, è possibile fare quasi da subito le prime posizioni: sono scenografiche, belle da fotografare e da mostrare. Insomma, diversamente da altri sport, i risultati sono visibili e belli anche al livello di principiante.

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.