Cinque maremmani nell’olimpo dell’atletica
Da Artuso a Buccelli passando per Giannini, Angius e Pannozzo: ecco chi si prenderà cura degli azzurri fino ai Giochi di Parigi
Maurizio Caldarelli
GROSSETO. Il futuro dell’atletica leggera italiana continuerà a passare anche dalle mani di un gruppo di tecnici grossetani, cresciuti nell’atletica “Massimo Pellegrini”.
L’ultimo consiglio federale presieduto da Stefano Mei, dopo aver analizzato i risultati ottenuti alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ha rinnovato la fiducia ai vari staff tecnici, che prepareranno così gli atleti azzurri fino ai Giochi di Parigi 2024. Considerando che Elisabetta Artuso si è guadagnata un posto nel parlamentino Fidal, sono quattro i grossetani che continueranno a dare il loro contributo alla causa azzurra. Andrea Giannini, uno dei più grandi campioni usciti dal vivaio biancorosso, continuerà ad occuparsi del salto con l’asta. «Le cose sono andate bene – dice Giannini – e giustamente si è scelto la continuità. Siamo sulla strada giusta. Nella mia specialità abbiamo portato tre atleti all’Olimpiade, quando a malapena se ne portava uno». «Il fatto che negli staff federali ci siano tecnici usciti dall’Atletica Grosseto – aggiunge – conferma che negli anni Novanta si era creato in Maremma un gruppo di tecnici di eccellenza. Io ho avuto la fortuna di avere al mio fianco due maestri Francesco Ambrogi e Vitaly Petrov, ma il discorso potrebbe essere allargato a Andrea Presacane, Gianni Natale, Marcello Cesaroni e Claudio Pannozzo».
Il più longevo dei maremmani negli staff Fidal è Francesco Angius, entrato nel 1997. «Per motivi lavoro – dice Angius – devo purtroppo dare il mio apporto part-time e al settore giovanile dei lanci. Sono stato il responsabile azzurro del disco seniores agli Europei in Finlandia del 2012 e a quelli di Amsterdam 2016, ma la legge non mi consente più di poter avere permessi a scuola, per cui devo solo ringraziare la scuola di Orbetello per aiutarmi a tenere in piedi questo sogno. Sono contento di essere stato confermato e di dare il mio apporto per la Fidal». Angius è nato come giocatore di pallamano e solo studiando all’Isef ha iniziato ad appassionarsi dell’atletica: «Mi avvicinai per seguire i bambini da allora ho fatto tanta strada, insieme a tanti amici come Giannini, Pannozzo e Presacane. Il fatto che ci siano tanti tecnici di Grosseto vuol dire che si è seminato bene, questo è lo zoccolo duro degli anni Novanta. Grosseto è una delle capitali italiane, il centro dell’atletica, grazie a tre splendidi impianti e grazie quindi anche al presidente Buccelli».
«Deve essere un motivo di orgoglio per la città – sottolinea Claudio Pannozzo – la conferma è arrivata dopo la valutazione del gran lavoro fatto negli scorsi anni».
Adriano Buccelli, che dal 2012 è presidente dell’Atletica Banca Tema, è stato confermato come componente nella Commissione onorificenze Fidal, guidata dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
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