Il Tirreno

Grosseto

Economia

Castagne, in Toscana raccolta col segno meno ma aumenta la qualità del prodotto: «Sapore marcato e dolce»

di Massimiliano Frascino

	Roberto Ulivieri castanicoltore e presidente dell’Associazione per la valorizzazione della castagna amiatina
◗
Roberto Ulivieri castanicoltore e presidente dell’Associazione per la valorizzazione della castagna amiatina

L’analisi della Coldiretti sulla stagione: «Danni dovuti alla siccità ma i produttori sono abbastanza soddisfatti dell'annata»

3 MINUTI DI LETTURA





ARCIDOSSO. Un passo indietro rispetto allo scorso anno dal punto di vista delle quantità ma qualità super per castagne e marroni. Buonissime le prospettive anche al mulino, dal Mugello alla Lunigiana passando per Garfagnana, Monte Amiata e Montagna Caprese. Sono queste le conclusioni delle stime effettuate da Coldiretti e Associazione Nazionale Città del Castagno sulla stagione castanicola, in chiaro scuro per la regina dei boschi.

«Sapore marcato»

Valutazione condivisa da Roberto Ulivieri, castanicoltore e presidente dell’Associazione per la valorizzazione della castagna amiatina. «Nonostante l’impatto delle alte temperature – spiega il presidente al Tirreno – le castagne tardaiole di qualità “bastarda rossa” e “marrone” hanno un sapore molto marcato e sono molto dolci. Mentre le castagne di qualità “cecio”, precoce, hanno un diametro un po’ più piccolo della media, ma sono state acquistate dai grossisti per il 90 per cento delle quantità raccolta, complice la scarsità di prodotto a livello nazionale. La muffa ha inciso in modo molto relativo, soprattutto nelle aree dove è ancora diffuso il cinipide galligeno del castagno. Complessivamente siamo piuttosto soddisfatti dell’annata, anche se ancora non siamo in grado di fare un consuntivo sulla quantità prodotta perché il raccolto è ancora in corso. I produttori hanno spuntato prezzi dai 2,20 euro per il prodotto di prima scelta, a 1.80 euro per quello di ultima».

Le tre qualità della castagna amiatina si avvalgono dal 2001 della certificazione Igp, anche se ancora sono poche le aziende che hanno aderito al disciplinare. Quasi tutta la produzione dell’Amiata Grossetano prende la strada dei supermercati per la commercializzazione del prodotto fresco, mentre una piccola parte della produzione punta sulle qualità da farina.

«Incoraggiare il settore»

I castagneti sulle pendici dell’Amiata si estendono per oltre 2.000 ettari anche se negli anni circa un 40 per cento degli impianti castanicoli sono stati abbandonati. «Da una quindicina d’anni a questa parte – aggiunge Ulivieri – diverse attività artigianali hanno puntato sulla produzione di polenta di castagne, castagnaccio, dolci e pasta a base di farina di castagne. Riscontrando un buon successo di pubblico».

Il caldo estremo e la siccità dei mesi estivi hanno lasciato il segno. Proprio nella fase cruciale della stagione, quando il fiore si trasforma in riccio, intorno alla fine di luglio, è arrivata la forte ondata di calore che ha frenato l’accrescimento dei frutti, determinando in alcune aree della regione una riduzione della produzione e, in altre, pezzature più piccole.

Secondo le valutazioni iniziali, la produzione registrerà una diminuzione compresa tra il 10 per cento e il 30 per cento, a seconda delle zone. «La castanicoltura è una risorsa importante per le comunità rurali. Anche la più piccola riduzione può avere un impatto pesante, soprattutto nelle zone montane, dove i margini degli agricoltori sono limitati per compensare perdite e sostenere il proprio reddito – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani – La legge sulla multifunzionalità, voluta dalla nostra associazione, e che quest’anno festeggia 25 anni, ha messo nelle condizioni le imprese agricole di valorizzare economicamente ogni aspetto di questo frutto: gastronomico con la cucina degli agriturismi, culturale e storico attraverso sagre e eventi, fino alla dimensione ambientale con percorsi e trekking all’aperto e a quella del benessere con l’agriwellness. È un settore che ha davanti sfide gigantesche e ha bisogno di essere incoraggiato e sostenuto a partire dal contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici e dal ricambio generazionale». 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Economia

Castagne, in Toscana raccolta col segno meno ma aumenta la qualità del prodotto: «Sapore marcato e dolce»

di Massimiliano Frascino
Il progetto Scuola 2030