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Tribunale

Massa Marittima, fa benzina con la carta del Comune: ex dipendente patteggia 6 mesi – E ci sono altri 111 rifornimenti sospetti

di Ivan Zambelli

	Un rifornimento e il tribunale di Grosseto (foto archivio)
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Un rifornimento e il tribunale di Grosseto (foto archivio)

All’uomo, un 67enne di Massa Marittima, sono stati però attribuiti solamente due rifornimenti risalenti al novembre scorso: sugli altri episodi non ci sarebbero elementi sufficienti per chiamarlo in causa

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MASSA MARITTIMA. Due rifornimenti di gasolio, uno da oltre 45 litri e l’altro da quasi 26, pagati con la carta carburante del Comune. Peccato però che a essere rifornito non fosse un mezzo del municipio, bensì l’auto privata di un ex dipendente comunale. Un 67enne di Massa Marittima che, secondo l’accusa, avrebbe avuto ancora a disposizione le chiavi del magazzino. E così, chiavi in mano, sarebbe entrato per impossessarsi della tessera e utilizzarla al distributore.

La pena

Due gli episodi accertati dalla polizia locale dell’Unione dei Comuni montana delle Colline Metallifere, risalenti all’inizio e alla fine di novembre 2025, per i quali l’uomo ha patteggiato sei mesi di reclusione e 400 euro di multa, con pena sospesa. A pronunciare la sentenza è stato il giudice Giuseppe Coniglio, con il consenso del pubblico ministero Giovanni De Marco.

Altri rifornimenti sospetti 

Una vicenda che però potrebbe non essere ancora chiusa. Perché durante gli accertamenti da parte dell’Ente, tra l’altro avviati prima dei due episodi contestati, sarebbero emersi altri 111 rifornimenti sospetti, effettuati nell’arco di quattro anni e per un valore superiore agli 8mila euro. Episodi che, è bene precisarlo, non sono stati attribuiti al 67enne, nei confronti del quale non sarebbero emerse prove di un suo coinvolgimento. Ma sui quali il Comune sta valutando eventuali ulteriori iniziative.

La denuncia

Tutto ha inizio il 23 ottobre 2025, quando la dirigente del settore "Patrimonio, opere pubbliche e ambiente" presentò una denuncia contro ignoti. Questo perché durante il rinnovo di alcune certificazioni gli uffici notarono anomalie nei movimenti delle carte carburante. Alcuni rifornimenti risultavano infatti effettuati fuori dall’orario di lavoro, anche in fascia serale. Una circostanza che inizialmente non aveva destato particolari preoccupazioni, considerando che i dipendenti possono essere chiamati a svolgere servizi straordinari. I successivi controlli incrociati però avrebbero fatto emergere un particolare: in quelle date e a quegli orari non risultava nessun operatore in servizio. Da qui la denuncia contro ignoti e l’avvio degli accertamenti della polizia locale. Gli agenti hanno raggiunto il magazzino comunale di via dei Martiri della Niccioleta, dove erano custodite le tessere, senza trovare segni di effrazione. Un altro elemento ha complicato le verifiche: nel corso degli anni quegli spazi erano stati concessi anche a enti e associazioni, tanto che il Comune non era in grado di ricostruire con precisione quante persone fossero ancora in possesso delle chiavi. Nel frattempo, andando a ritroso nei movimenti, gli investigatori avrebbero individuato prelievi anomali fin dal 2022. Si arriva così a fine novembre del 2025 e gli uffici notano altri due rifornimenti anomali. Questa volta però a fornire un elemento decisivo sono state le telecamere del distributore, attraverso le quali sarebbe stato individuato l’autore del rifornimento. Secondo l’accusa l’ex dipendente avrebbe prelevato la carta dal magazzino l’8 e il 26 novembre, utilizzandola per acquistare rispettivamente 45,5 e 25,65 litri di carburante. Da qui la denuncia e l’accusa di furto aggravato di uno strumento di pagamento, con contestazione della continuazione. Assistito dall’avvocato Graziano Sarpa, il 67enne ha quindi chiesto e ottenuto il patteggiamento.

Comune non soddisfatto 

L’esito non ha soddisfatto il Comune di Massa Marittima, parte offesa nel procedimento e assistito dall’avvocato Lorenzo Corsi. Il legale, in vista dell’udienza, aveva depositato una memoria contestando la pena proposta, ritenuta «incongrua» anche alla luce delle ulteriori anomalie riscontrate. Secondo le verifiche interne sarebbero stati appunto individuati complessivamente 111 rifornimenti sospetti nell’arco di quattro anni, spesso effettuati fuori dall’orario di servizio e all’ora di cena, per oltre 8mila euro di carburante. Su questi episodi tuttavia non ci sarebbero elementi sufficienti per chiamare in causa l’ex dipendente, la cui posizione giudiziaria riguarda esclusivamente i due pieni di novembre. Resta quindi aperta la questione degli altri prelievi. La sindaca Irene Marconi, contatta da Il Tirreno, fa sapere che il Comune sta valutando il da farsi e le possibili iniziative da intraprendere. 

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