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Grosseto

Lutto

Grosseto, Sara Meoni muore a 50 anni: lascia due figli – «Sembra impossibile che sia capitato proprio a lei»

di Elisabetta Giorgi

	Sara Meoni
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Sara Meoni

Per oltre dieci anni è stata il volto accogliente di uno studio odontoiatrico cittadino, conquistando colleghi e pazienti con professionalità, sensibilità e un sorriso che non veniva mai meno

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GROSSETO. Aveva 50 anni, una grande passione per il tennis e un carattere brillante, empatico e solare, capace di conquistare chiunque le stesse accanto. È morta domenica 25 ottobre Sara Meoni, assistente alla poltrona odontoiatrica dello studio del dottor Santino Donarelli, in piazza Cosimini, dove lavorava da circa dieci anni. Una perdita che ha lasciato sotto choc i colleghi, gli amici e i tanti pazienti che in lei hanno trovato per anni una professionista seria e preparata ma anche una persona empatica e buona.

La malattia e la famiglia

Nata il 6 marzo 1976, sposata con Isacco Scorza, Sara lascia due figli. Circa un anno fa aveva scoperto di avere una grave malattia e avviato un percorso di cure che l’aveva costretta a interrompere per diversi mesi il lavoro, «ma non aveva mai smesso di sperare e guardare avanti, con la sua energia e voglia di vivere», piangono gli amici. Tant’è che poi era tornata al lavoro portando con sé la consueta carica positiva.

Il ricordo dei colleghi e del dottor Donarelli

Nello studio dentistico di piazza Cosimini aveva trovato un ambiente di lavoro serio e professionale ma allo stesso tempo amico e familiare, dove era diventata un punto di riferimento per tutti. «Una figura per noi insostituibile – dice il dottor Donarelli profondamente addolorato – Sara era una ragazza splendida, una delle migliori che abbia mai avuto. Aveva un carattere fantastico, era buona e positiva, effervescente, allegra. L’ultima persona a cui avrei pensato potesse capitare una sorte del genere». Una colonna portante dello studio e una presenza preziosa anche nel rapporto con i pazienti dello studio ai quali sapeva trasmettere fiducia, competenza e serenità. «Era dolce e carina con tutti, sempre capace di farsi in quattro per gli altri, una donna speciale, che riusciva facilmente a trasformare una conoscenza in amicizia».

La passione per il tennis

Fuori dal lavoro, la sua grande passione era il tennis. Sportiva, frequentava i campi del Cimabue dove giocava spesso. Partecipava ai tornei e faceva parte di una delle squadre. Una passione che condivideva anche con Giacomo, figlio del dottor Donarelli e lui stesso dentista nello studio del padre. «Mio figlio Giacomo e Sara giocavano spesso a tennis insieme, erano molto legati, amici, c’era veramente tanto affetto tra loro – racconta Donarelli – La notizia ci ha addolorati e spiazzati immensamente e stringiamo forte la famiglia». Per chi ha conosciuto Sara, la sua morte è difficile da accettare.

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