Grosseto, maxi incendio al deposito Brandini: «Abbiamo salvato 100 auto». L’ipotesi: fiamme partite da un cartello pubblicitario
Il comandante dei vigili del fuoco: «Sarebbe potuta andare peggio». Polizia di Stato e municipale indagano sulle cause, a prendere fuoco per prima è stata una jeep ibrida. Tra le vetture recuperate, 44 hanno subito danni dal fuoco ma ancora possono marciare su strada
GROSSETO. «Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, abbiamo salvato cento auto. Se non fossimo intervenuti subito, il bilancio sarebbe stato ancora più negativo». All’indomani del maxi rogo che ha colpito il deposito della concessionaria Brandini, sull’Aurelia nord, a parlare è il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto Roberto Bonfiglio.
La conta dei danni
Al Tirreno il comandante fa l’esatta conta dei danni che l’incendio che ha avvolto nelle fiamme il deposito ha causato. «Sono state distrutte dalle fiamme 70 auto. Di queste è rimasto soltanto lo scheletro – prosegue Bonfiglio – Le ho contate personalmente». Bonfiglio quindi ha contato anche le vetture che invece non sono state colpite dalle fiamme. Delle 100 auto salvate, nello specifico, 66 macchine sono uscite completamente illese dall’incendio, mentre le restanti 44 sono rimaste parzialmente danneggiate.
Le operazioni
«Le 44 auto che sono state colpite ma non distrutte hanno subito danni, ma sono vetture ancora marcianti», spiega il vigile, che ha coordinato sul campo le operazioni per spegnere l’incendio. Tra i mezzi colpiti dal fuoco ma salvi, ci sono auto che non hanno più il paraurti, in quanto letteralmente squagliato, e vetture che hanno riportato danni più lievi. «Di un auto si è bruciato soltanto lo specchietto», fa l’esempio il comandante. Che dice anche che «le macchine che hanno subito questo danno, sono facilmente riparabili».
Area sotto sequestro
Il Tirreno è tornato sul luogo dell’incendio anche ieri, 14 agosto. L’odore di bruciato, nella mattinata di ieri, nel tratto di strada che separa il maxi deposito dal punto vendita Poltronesofà, si sentiva ancora. Ma l’area, che è stata posta sotto sequestro dalla questura di Grosseto, è stata bonificata.
Le operazioni di bonifica, anch’esse coordinate dal comanda dei vigili del fuoco di Grosseto, sono iniziate nella prima mattina di ieri, e sono finite nel tardo pomeriggio.
La bonifica
«Abbiamo bonificato tutta l’area, ma per sicurezza, per controllare che non ci siano ulteriori problemi, torneremo anche domani (oggi, 15 agosto, ndr), alle 6 e alle 8, sul luogo». Le operazioni di bonifica sono partite dalla parte più esterna del deposito, per poi proseguire verso il lato nord, quello che più si avvicina al deposito di carburante Gpl. Nel lato più vicino alla direzione per il centro cittadino, «abbiamo messo in sicurezza delle bombole di Gpl», spiega il comandante. Per effettuare la bonifica sono intervenuti due mezzi grossi dei vigili del fuoco e una campagnola. Mezzi, questi, su cui hanno lavorato due squadre dei vigili del fuoco.
La ricostruzione
Erano circa le 14,30 di giovedì pomeriggio quando il 112 ha ricevuto la chiamata d’emergenza per il rogo al deposito Brandini. Già prima delle 15, i vigili del fuoco erano sul posto per cercare di domare l’incendio. L’operazione ha richiesto in tutto circa tre ore. Oltre a dieci squadre dei vigili del fuoco, che hanno fatto arrivare anche il loro elicottero per spegnere le fiamme, nel fumo, che aveva un colore tra l’antracite e il nero, sono intervenuti, una volta chiusa la strada per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di spegnimento e soccorso, la polizia di Stato, la polizia municipale, la protezione civile La Racchetta, l’Aib della Regione Toscana. Presente anche un’ambulanza della Misericordia.
Le ipotesi
La questura di Grosseto ha posto sotto sequestro l’area del deposito Brandini, andata a fuoco nel primo pomeriggio di giovedì. A indagare sul rogo sono la questura e l’Upc, dunque la polizia di Stato, insieme alla polizia stradale. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio potrebbe essere divampato da un cartello pubblicitario che si trova sull’Aurelia nord, che però non si sa ancora come avrebbe presto fuoco. Il cartello è bruciato solo nel suo lato sinistro, quello immediatamente accanto al deposito. Sempre secondo le ricostruzioni di chi sta indagando, sembra che la prima auto andata a fuoco sia stata una jeep ibrida.
Pare anche che ci siano stati degli incendi, in due zone due zone molto vicine al rogo, poco prima e poco dopo lo scoppio delle fiamme che si è verificato nel concessionario Brandini. Non si sa se questi due incendi sono connessi con il maxi rogo. A stabilire le cause dell’incendio, potranno aiutare le telecamere di videosorveglianza. Una telecamera della polizia municipale, usata per rilevare le targhe, si trova a circa 150 metri dal deposito, e chi indaga visionerà anche le telecamere di videosorveglianza dei punti vendita che affacciano sull’Aurelia nord.
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