Livorno, morta nel crollo del terrazzo: sfollati tutti i 22 abitanti. «Servono ancora ulteriori verifiche»
Resteranno fuori casa per una notte: «E i balconi rimarranno interdetti». Per la facciata erano già stati deliberati lavori di ripristino
LIVORNO. Ventidue persone fuori casa per una notte, tutti i terrazzi interdetti e i vigili del fuoco al lavoro per mettere in sicurezza l’ingresso della palazzina. È la conseguenza del crollo del balcone di via Bonomo 51, costato la vita a Roberta Celli, l’insegnante di 56 anni precipitata dal terzo piano mentre stendeva i teli appena rientrata dal mare.
La palazzina e i soccorsi
Nella palazzina di tre piani i vigili del fuoco hanno vietato l’accesso a tutti i balconi, in attesa delle verifiche sulla stabilità delle strutture. L’intervento riguarda anche l’ingresso dell’edificio, che dovrà essere protetto prima di consentire nuovamente il passaggio dei residenti.
La macchina della protezione civile del Comune di Livorno si è messa immediatamente in moto per assistere le famiglie che abitano nello stabile. Il sindaco Luca Salvetti spiega che sono stati rintracciati tutti i nuclei familiari: in totale sono 22 le persone che vivono nella palazzina.
Il sindaco
«Abbiamo già riunito tutte le famiglie – spiega Salvetti – e abbiamo chiesto chi è in grado di andare da qualcuno che possa ospitarlo». Dodici delle 22 persone, però, non hanno una sistemazione alternativa. Così per loro il Comune, insieme alla Misericordia, ha organizzato la possibilità di trascorrere fuori casa la notte, garantendo anche la cena.
Almeno per questa notte, dunque, nessuno di loro potrà rientrare nel proprio appartamento. I vigili del fuoco stanno lavorando per mettere in sicurezza l’accesso alla palazzina e dovranno installare una mantovana. Si tratta di una struttura provvisoria, simile a una tettoia, che viene montata sopra un ingresso per proteggere le persone dal rischio di caduta di calcinacci o altri materiali dall’alto.
Una volta completata l’installazione e messe in sicurezza le parti necessarie dell’ingresso, gli appartamenti potranno tornare a essere utilizzati. Resterà invece interdetto l’accesso a tutti i balconi e ai terrazzi, sui quali dovranno essere effettuate le valutazioni tecniche.
La facciata
La palazzina è un edificio privato risalente agli anni Sessanta-Settanta e – precisa il sindaco che in via Bonomo ha incontrato l’amministratore di condominio – per la facciata erano già stati deliberati lavori di ripristino. Ora gli accertamenti dovranno stabilire le condizioni delle strutture e soprattutto perché il balcone abbia ceduto provocando la caduta mortale di Roberta Celli.
La vittima
L’emergenza abitativa, intanto, si intreccia con il dolore per una tragedia che ha sconvolto una famiglia e un’intera comunità. Roberta Celli, insegnante di italiano e storia al Liceo Cecioni, era conosciuta da colleghi, studenti e famiglie. La sua morte ha lasciato sgomenti anche i residenti della palazzina, che ieri, 14 agosto, hanno assistito ai soccorsi e alle operazioni per mettere in sicurezza l’edificio. «In questo momento, possiamo soltanto stringerci intorno ai familiari e al loro dolore, mettendoci a disposizione», conclude Salvetti. E questo è ciò che farà il Comune in queste ore: garantire una sistemazione a chi non può rientrare a casa e accompagnare le famiglie mentre i tecnici cercano di capire che cosa sia successo a quel balcone.
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