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Il caso

Orbetello, il mistero della pala del mulino s’infittisce: parte la denuncia dal Municipio

di Ivana Agostini

	Il molino del Comune lagunare
Il molino del Comune lagunare

L’oggetto in realtà non ha alcun valore, visto che non solo è rotta ma non è nemmeno spagnola

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ORBETELLO. Il Comune lagunare ha sporto denuncia per la vendita della pala del Molino. Nella mattina di martedì 21 luglio sul tavolo dei carabinieri di Orbetello è arrivata una relazione dettagliata di quanto successo nei giorni scorsi, quando in un mercatino online è stato trovato l’annuncio della vendita di una delle pale del Molino di Orbetello: un venditore di Frattamaggiore aveva messo in vendita il manufatto per 2mila euro.

Cosa è successo

Una pala che in realtà non ha nessun valore, visto che non solo è rotta ma non è nemmeno spagnola. L’annuncio era finito sui gruppi social, dove ne era nata una polemica, tanto che il venditore aveva cancellato tutto ma non abbastanza velocemente. Qualcuno, infatti, aveva fatto in tempo a fotografare l’annuncio con in nome del venditore. «La pala di cui si parla - spiega il primo cittadino Andrea Casamenti - non ha alcun valore storico né economico. Si tratta di una riproduzione realizzata nei primi anni Duemila, già danneggiata, non riparabile e destinata allo smaltimento. Era depositata al cantiere comunale proprio in attesa della sua definitiva eliminazione».

Il sospetto

Da qui, qualcuno che ha accesso al cantiere l’ha presa e messa in vendita a un prezzo persino maggiore di quanto siano costate le pale nuove che adesso girano sul Molino. «Quando gli uffici tecnici hanno riscontrato che quella pala era comparsa su un sito di vendita, hanno immediatamente effettuato tutti gli accertamenti del caso - aggiunge Casamenti - Dall’attività istruttoria è emerso un comportamento ritenuto non conforme da parte di una persona e, proprio per questo, gli uffici competenti hanno provveduto a presentare denuncia alle autorità competenti. La vicenda sarà quindi all’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura, che accerteranno eventuali responsabilità». Nel frattempo, la pala sembrerebbe essere tornata al suo posto nel cantiere comunale. «Non è certo questa amministrazione ad aver sottovalutato la questione», prosegue Casamenti. «Al contrario, gli uffici hanno agito tempestivamente e nel pieno rispetto delle procedure previste. Chi dovrà rispondere di eventuali comportamenti irregolari lo farà nelle sedi competenti», aggiunge.

Accuse e replica

Il sindaco lagunare interviene poi in merito alle dichiarazioni diffuse dall’ex funzionario comunale Domenico Covitto respingendo le accuse. «Ho letto le ennesime esternazioni di Domenico Covitto e devo dire che sono francamente imbarazzanti e fanno sorridere. Ancora una volta - dice il sindaco - assistiamo al tentativo di costruire una polemica politica su una vicenda priva di qualsiasi reale consistenza, probabilmente nella speranza di raccogliere qualche consenso o di ritagliarsi un minimo di visibilità che, evidentemente, continua a non arrivare. Direi che si sta autoeliminando elettoralmente. Altrimenti non si spiega questa continua frenesia nel voler trasformare il nulla assoluto in un caso politico». Covitto aveva chiesto che fine avessero fatto le pale e aveva anche accusato il primo cittadino di non vigilare sui beni pubblici. «Fa sorridere che si arrivi addirittura a sostenere che il sindaco debba controllare chiodi, martelli, attrezzature e ogni singolo materiale presente nei cantieri comunali. Dispiace che chi ha lavorato tanti anni all’interno del Comune dimostri di non conoscere il funzionamento della macchina amministrativa. Il sindaco svolge ben altre funzioni e le verifiche di natura tecnica e gestionale competono agli uffici preposti. Il sindaco non va a vedere se una pala rotta da macero sia in armadio in cantiere. Continuare ad alimentare polemiche su fatti di questo genere significa soltanto inseguire un po’ di attenzione costruendo teoremi privi di qualsiasi fondamento. È un modo di fare politica che non contribuisce in alcun modo a migliorare il dibattito pubblico», dice il primo cittadino. «Se il signor Covitto vuole accreditarsi come amministratore attento e preparato, farebbe bene a ripassare il funzionamento della macchina comunale e la distinzione tra le competenze degli organi politici e quelle degli uffici. Eviterebbe di collezionare l’ennesima figuraccia e consentirebbe all’amministrazione di dedicare energie ai problemi reali della comunità, invece di dover sempre smentire ricostruzioni fantasiose e - dice - accuse prive di qualsiasi riscontro».

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