Mare più bello d’Italia 2026, la Maremma fa il pieno di riconoscimenti: ecco le località premiate e gli itinerari di vacanza suggeriti
La provincia fa incetta di riconoscimenti di Legambiente e Touring club. Premiati Grosseto, Castiglione della Pescaia, Capalbio e Isola del Giglio
GROSSETO. La Toscana conquista quattro Cinque vele e tutte e quattro sventolano in Maremma. È proprio qui – tra le spiagge di Castiglione della Pescaia, le dune di Marina di Grosseto, la costa di Capalbio e le magnifiche scogliere dell’Isola del Giglio – che si concentra l’eccellenza regionale del turismo sostenibile certificata da Legambiente e Touring Club Italiano. Un primato tutto maremmano che parla di acque limpide, paesaggio, natura, ma anche cultura e qualità della vita; di meraviglie ambientali ma anche visioni di futuro.
È un risultato che vale doppio, perché da una parte porta la Toscana al terzo posto nella classifica nazionale «alle spalle solo di Sardegna e Puglia» (dice Angelo Gentili di Legambiente), e dall’altra conferma un primato territoriale e provinciale ormai consolidato.
Per il terzo anno consecutivo Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Capalbio e Isola del Giglio ottengono (sempre questa formazione: loro quattro) le Cinque vele, il massimo riconoscimento assegnato alle località costiere che riescono a integrare qualità ambientale, servizi, tutela del paesaggio e visione dello sviluppo, in una miscela eccellente.
La consegna ufficiale è avvenuta ieri, venerdì 4 giugno, all’ex Enaoli di Rispescia nella sede di Festambiente, presenti Leonardo Marras (assessore al turismo e alle attività produttive della Regione Toscana), Francesco Limatola (presidente della Provincia di Grosseto), Angelo Gentili (segreteria nazionale Legambiente). Hanno ritirato le Cinque vele per i rispettivi territori Erika Vanelli (assessora del Comune di Grosseto), Elena Nappi (sindaca di Castiglione della Pescaia), Giuseppe Ranieri (vicesindaco del Comune di Capalbio) e Riccardo Malpassi (commissario prefettizio dell’Isola del Giglio), moderatrice dell’incontro èstata Margherita Ambrogetti Damiani, giornalista e responsabile della comunicazione per Festambiente Legambiente.
Le Cinque vele, come hanno detto tutti all’unisono, non premiano soltanto la limpidezza delle acque o la bellezza delle spiagge, ma valutano anche la qualità complessiva di una destinazione ovvero «la gestione del territorio, la mobilità sostenibile, la valorizzazione delle aree naturali, le politiche ambientali, la capacità di affrontare le sfide poste dalla crisi climatica e di offrire ai visitatori esperienze autentiche».
Aspetto quest’ultimo che emerge con forza anche dall’edizione 2026 della guida “Il mare più bello”, presentata sempre ieri insieme ai riconoscimenti. Un volume di 280 pagine che racconta le migliori località costiere italiane («il fascino delle nostre coste, acque limpide, spiagge da sogno») e che quest’anno dedica grande attenzione anche a un turismo in trasformazione. Un turismo sostenibile e attento alle “esperienze”.
Le estati sempre più calde, i cambiamenti climatici e la crescente sensibilità ambientale «stanno modificando il modo di viaggiare», dicono dall’associazione de cigno: sempre meno vacanze concentrate esclusivamente sotto l’ombrellone, sempre più interesse per itinerari naturalistici, escursioni, percorsi ciclabili, trekking, esperienze legate ai borghi e all’entroterra. In questo scenario la Maremma parte avvantaggiata perché oltre al mare offre molto altro rispetto al mare puro e semplice.
Offre la possibilità di attraversare in barca il silenzio della Diaccia Botrona, una delle zone umide più importanti d’Italia; offre le escursioni lungo il corso dell’Ombrone, tra canneti e paesaggi che cambiano con le stagioni. Propone il birdwatching nella Riserva naturale del Lago di Burano dove ogni anno transitano migliaia di uccelli migratori che danno uno spettacolo impressionante e mozzafiato. Offre alla vista i magnifici sentieri dell’Isola del Giglio, una rete di oltre ventinove percorsi che salgono tra terrazzamenti, vigneti, macchia mediterranea e panorami aperti sul mare.
Tra gli itinerari selezionati nella guida (e inseriti nella rubrica “Vacanze a Cinque vele”) trovano spazio anche il Giardino dei Tarocchi di Capalbio e le tante proposte di mobilità lenta che possono far conoscere il territorio al di fuori dei circuiti più affollati.
Tema importante, quello della sostenibilità. «La Maremma si conferma un laboratorio» in questo, dice Gentili. Concetto ripreso anche dal presidente regionale Fausto Ferruzza, secondo cui il fatto che tutte le Cinque vele toscane siano concentrate in provincia di Grosseto racconta molto della capacità specifica di questo territorio di investire sulla qualità ambientale e sulla conservazione sostenibile della propria identità.
I riconoscimenti consegnati arrivano in una fase storica in cui la tutela degli ecosistemi marini è diventata una delle principali sfide per le località costiere. Non a caso un’altra delle novità della guida 2026 è l’approfondimento realizzato insieme a Ispra, che fotografa lo stato della “biodiversità” marina e richiama l’attenzione sugli effetti della crisi climatica, dell’erosione costiera e della perdita di habitat naturali. Temi che in Maremma sono particolarmente sentiti come spiega sempre Angelo Gentili. «Tra le principali novità di quest’anno - dice - figura una collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ci ha permesso di fotografare uno straordinario patrimonio di biodiversità». Un contributo che arricchisce la guida con un taglio scientifico sugli ecosistemi marini, evidenziandone il valore e la fragilità, «tema particolarmente attuale e importante in una fase storica in cui la crisi climatica, l’erosione costiera e la perdita di biodiversità rappresentano sfide sempre più evidenti anche lungo le coste italiane».
Il rapporto tra ambiente e sviluppo turistico rappresenta da anni uno degli elementi centrali delle politiche locali e le Cinque Vele - è stato detto ieri - diventano non soltanto un riconoscimento, ma anche una conferma del buon percorso intrapreso.
L’assessore regionale al turismo Leonardo Marras ha parlato della capacità delle località toscane di competere a livello internazionale grazie alla qualità dell’offerta e alla valorizzazione del territorio. Per il presidente della Provincia Francesco Limatola il premio rappresenta il simbolo di una scelta precisa, quella di investire nella tutela ambientale come elemento di crescita e benessere per le comunità.
Per Grosseto l’assessora Erika Vanelli ha voluto condividere il riconoscimento «con tutti i cittadini, operatori turistici, associazioni e volontari che ogni anno ci aiutano a rendere più sostenibile Marina e Principina».
Tra i riconoscimenti spicca quello di Castiglione della Pescaia, che ben radicata nella top ten nazionale delle località marine italiane (classificata al decimo posto assoluto) raggiunge il 27º anno consecutivo di presenza tra le eccellenze del mare italiano. «È il risultato di un lavoro costruito nel tempo e condiviso da amministrazione, operatori turistici, associazioni e cittadini», ha detto anche la prima cittadina Elena Nappi.
Soddisfazione da Capalbio, dove il vicesindaco Giuseppe Ranieri ha parlato orgogliosamente di un premio che riconosce l’ottimo impegno quotidiano del territorio, mentre per l’Isola del Giglio il vessillo è stato ritirato dal commissario prefettizio Riccardo Malpassi che - insediatosi lo scorso mese poco dopo le dimissioni del sindaco gigliese - ha assicurato la volontà di proseguire lungo il percorso tracciato negli anni passati dagli amministratori precedenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
