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Castel del Piano, maxisanzioni per trattenuta al Palio: il Borgo invita alla Cena della multa

di Redazione Grosseto

	Il menu in formato verbale per la “Cena della multa”
Il menu in formato verbale per la “Cena della multa”

Menu-verbale contro i provvedimenti a contrada e fantino. La contrada contesta con ironia tagliente, ma teme che preparare le prossime carriere non sarà cosa serena

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CASTEL DEL PIANO. Fantasia, intuizione e colpo d'occhio. Ci sarebbe anche la velocità di esecuzione, ma la contrada del Borgo ha preferito prendersi alcuni mesi per riflettere a mente fredda sulle maxisanzioni ricevute in occasione dell’ultimo Palio. Oggi, però, i tempi sono maturi per la “Cena della multa”.

Foglietto rosa d’ordinanza per il verbale di accertamento n. 08092025, come l’otto settembre 2025, giorno della Carriera. Menu “a interpretazione” (ci arriviamo tra un attimo). Invece del prezzo fisso si paga il “totale importo netto” di 20 euro.

«Siamo fermamente convinti che la contrada Borgo sia stata punita immeritatamente solo per avere “fatto il Palio”. Perché il Palio è anche questo: e lo abbiamo visto nei vari Palii corsi in queste ultime settimane, dove sono successi episodi analoghi e nessuno ha gridato allo scandalo», premettono dalla sede di piazza Vegni.

Episodio contestato la trattenuta del “Brigante” Sanna ai danni di “Velluto” Pes al canape che è costata alla contrada 6.250 euro di multa e tre Palii di squalifica al fantino: «Sanzioni mai state date in 58 anni di Palio e, cosa ancor più grave, assolutamente non conformi al regolamento», sostengono dal Borgo, dove si legge nel decreto della sindaca Cinzia Pieraccini indirizzato a Sanna «un errore formale» che renderebbe nullo l’atto.

Di particolare gravità viene ritenuto che «i ricorsi inviati dalla contrada e dal fantino non sono stati minimamente presi in considerazione e da alcuni sicuramente nemmeno letti, adducendo come giustificazione al verdetto finale che “il regolamento va interpretato” (spiegazione della dicitura sul menu, ndr). Viene da pensare che chi ha preso tali decisioni o non conosce l’argomento Palio o lo ha fatto di proposito per punire il Borgo».

A pensar male si fa peccato, ma «se l’intento era quello di creare spaccature o addirittura distruggere la contrada, siamo spiacenti, ma non è successo: il Borgo è una grande famiglia e nei momenti di difficoltà nessuno si abbatte ma tutti si rimboccano le maniche e vanno avanti più uniti, compatti e forti di prima».

Da piazza Vegni ricordano infatti che il Palio di Castel del Piano «non è solo carriera, terra, sfilata e chiacchiere ma è anche e soprattutto anima, cuore, senso di appartenenza, amore per i propri colori, unione, sacrificio e passione: è questo ciò che dobbiamo salvaguardare e trasmettere ai giovani, invece di rischiare di “sciuparli” con tali comportamenti».

In un momento come questo, di indubbio cambiamento sociale e in cui c’è chi teme per il futuro delle tradizioni (anche se il recente successo di “Ti racconto il Palio” potrebbe dimostrare il contrario), il compito che la contrada sente su di sé «deve essere quello di preservare l’essenza della festa che continua a esistere proprio perché ha determinate caratteristiche. Quando andiamo a colpire qualcuno di questi elementi – ammoniscono dal Borgo – creiamo i presupposti per modificare qualcosa che resiste al tempo, ai cambiamenti socio-economici e culturali e rischiamo di farla diventare una mera esibizione».

D’ora in poi, confessano dalla contrada, sarà «difficile preparare e correre un Palio serenamente, quando invece di valutare le situazioni in modo obiettivo e secondo le regole presenti da sempre, si “interpreta”. Comunque – rassicurano – tutto a posto: multa pagata, calendario degli eventi fatto e più ricco di sempre e pronti per correre il prossimo Palio, consapevoli della nostra forza, che sta nell’unità di intenti, nella voglia di stare insieme, di divertirsi e di fare bene».

La cena (prenotazione obbligatoria) è in tavola sabato sera, preceduta da un aperitivo al Bar-H. L’appuntamento con il Palio è invece nei giorni dell’8 settembre: «Comunque vada, sentirete ancora parlare di noi», assicurano dal Borgo, augurando: «Ad Maiora Semper».


 

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