Grosseto, il pallone piange Otello Ganthaler: il suo talento impressionò anche Moggi
Classe 1953, fu uno dei calciatori più talentuosi degli anni Settanta-Ottanta. Dal centro Nagc del Sauro alla Juve U19 con una stagione da sogno alla Pistoiese. Lascia due figlie
GROSSETO. Il mondo dello sport cittadino piange la scomparsa di Otello Ganthaler, classe 1953, uno dei calciatori più talentuosi degli anni Settanta-Ottanta.
Ieri mattina la famiglia, la moglie Gioia, le figlie Melissa e Martina, la sorella Barbara e il fratello Antonio, l’hanno accompagnato insieme agli amici nell’ultimo viaggio al cimitero di Sterpeto. Nelle scorse ore gli appassionati, le società in cui ha dato il suo contributo hanno ricordato le sue qualità tecniche ed umane.
Ganthaler, granitico difensore, libero e stopper (centrale, come si dice oggi), iniziò a muovere i primi passi nel mondo del pallone nel centro Nagc del Gs Sauro. Con il passare degli anni si mise in mostra con la maglia delle giovanili del Barbanella, tanto che il suo talento a un osservatore come Luciano Moggi, che nell’estate 1971 lo portò alla Juventus, che lo inserì nella rosa della squadra Under 19. In quel gruppo c’era anche un giovane grossetano, Angelo Chieffo, che qualche stagione dopo ritrovò come compagno di squadra nell’Orbetello in Quarta serie, grazie ai rapporti che aveva Moggi con i lagunari. Il portiere di quella compagine giovanile bianconera era Giancarlo Alessandrelli, storico numero dodici juventino, che passò una vita, cinque stagioni, dietro a Dino Zoff, prima di scendere in campo per 26 minuti contro l’Avellino. Ganthaler fu uno dei tanti giovani che Moggi, il capostazione di Monticiano che diventò uno dei più potenti uomini del nostro calcio, portò nelle società più importanti: ricordiamo Braglia alla Fiorentina, Mori alla Ternana e Franceschelli alla Juventus.
Una delle pagine più belle della carriera del granitico difensore la scrisse con la Pistoiese in serie C, nella stagione 1974-1975, disputando 15 partite in una formazione che chiuse con la vittoria del campionato dando tra l’altro il via alla cavalcata che portò gli arancioni in serie A.
Terminata la parentesi professionistica Ganthaler tornò a casa e continuò a divertirsi con il Civitella tra i dilettanti, diventando una bandiera, come ha ricordato sui social lo storico dirigente Piero Cortecci.
In questi giorni sono arrivate centinaia messaggi di cordoglio, che chi invia condoglianze alla famiglia per averlo ammirato o conosciuto per i suoi trascorsi calcistici, per le sue capacità imprenditoriali o solo come amico: «Otello amico mio rimarrai sempre nel mio cuore – lo ricorda con dolore Simone Biondi – Non mi dimenticherò mai delle risate che abbiamo fatto insieme in vacanza. Eri un fiume in piena di simpatia. Eri un uomo speciale ironico e molto buono».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=1b24ef6)