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Il lutto

Grosseto: addio a Valeria Giusti, la regina dei fiori – Addobbò il palco dello stadio per il Papa

di Redazione Grosseto

	Valeria Giusti, aveva 89 anni
Valeria Giusti, aveva 89 anni

Pistoiese di nascita, a 19 anni si trasferì in Maremma insieme alla famiglia che rilevò il negozio di fiori dello zio in corso Carducci

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GROSSETO. Ha addobbato gli altari delle chiese di tutta la provincia, in occasione di matrimoni, battesimi e comunioni; ha consegnato corone di alloro a prefetti, sindaci e comandanti dell’aeroporto. Ha addobbato il duomo e il palco dello stadio quando a Grosseto è venuto Papa Wojtyla. Per generazioni di grossetani Valeria Giusti è stata un punto di riferimento per gli addobbi floreali, i mazzi di fiori, le piante d’appartamento. E ieri si è spenta a 89 anni.

Il ricordo

La ricorda così il genero Marco D’Aquino. Giusti era la regina dei fiori, sapeva comporli, abbinarli e curarli con maestria e professionalità. In mezzo ai fiori era nata, a Pescia pistoiese, la patria del florovivaismo italiano. A 15 anni, faceva mazzetti di garofani nel campo dei nonni e li portava al mattino presto al mercato dei fiori della città, da dove partivano per tutta Italia. A 19 anni si trasferì a Grosseto insieme alla famiglia che rilevò il negozio di fiori dello zio in corso Carducci. Qui scoprì un talento innato nel comporre i fiori e pian piano trasformò la bottega in una boutique o forse in un salotto. Erano gli anni del Boom la famiglia avviò con successo una nuova attività imprenditoriale: acquistò un terreno irriguo sulla Castiglionese e costruì le prime serre per la coltivazione dei fiori; i genitori e il fratello si dedicavano al primo vivaio floreale, rifornendo di piante e fiori i commercianti della Maremma e non solo; lei rimase fedele al suo negozio e ne divenne la titolare.

Il cambio negozio

Negli anni ’60 il corso venne pedonalizzato e il fondo del negozio unito ad altri per far posto ai Grandi magazzini al risparmio. Ma Giusti ebbe un’intuizione da vera conoscitrice dei fiori e delle piante: prese un fondo luminoso, con quattro vetrine esposte a nord, nella vicina piazzetta San Michele. I grossetani non hanno mai saputo davvero come si chiama: prima era la piazzetta del Giusti, ora del Melograno. A lei non importava che la gente pensasse che la "Casa del fiore" fosse di un uomo sapeva di essere il motore pulsante del negozio, la datrice di lavoro di commesse e fattorini che facevano le consegne in bici, l’organizzatrice di un lavoro complesso che iniziava al mattino presto con la pulizia dei fiori e finiva la sera quando i commercianti del corso abbassavano le saracinesche e passavano da lei prima di andare a casa.

"La signora Valeria”

Per tutti era "la signora Valeria". Viveva in silenzio ma con orgoglio il rispetto che i grossetani le davano per i suoi modi gentili e quel suo fare aristocratico, quasi nobiliare. Era consapevole di essere una delle prime imprenditrici donne della Maremma e andava fiera che il negozio portasse il suo cognome. Sfoggiava con naturalezza le competenze imprenditoriali, la stessa con cui saliva una volta al mese sul furgone per tornare nella sua Pescia a comprare accessori e le piante da interno più particolari; raggiungeva l’Impruneta per scegliere di persona le terrecotte, visitava con disinvoltura le fiere di Padova e Milano dove acquistava con sicurezza ceramiche e addobbi di Natale.

La nuova era

Negli anni ’90 il negozio visse un nuovo impulso: i figli Daniela e Andrea da alcuni anni si erano inseriti nell’attività e il marito Francesco, titolare di galleria d’arte, forniva un supporto continuo. Lei seppe valorizzare i talenti familiari, lasciando spazio a nuove idee e nuovi stimoli, gestì i diversi ruoli come una direttrice d’orchestra. In negozio lavoravano anche quattro commessi, nacquero i primi ordini Interflora online e nuove specializzazioni nei bouquet da sposa, negli addobbi per i matrimoni e le feste, nell’arte dei bonsai. I giovani fecero corsi di specializzazione nell’arte floreale e parteciparono con successo a concorsi nazionali.

La cessione dell’attività

Poi gli anni della crisi: la pedonalizzazione del centro storico, l’avvento della grande distribuzione, la diminuzione dei riti, il cambio di abitudini nei consumi. La morte del marito segnò per lei un momento di svolta e la cessione dell’attività. Ma Valeria Giusti, ormai in pensione, non si poteva fermare: aveva un grande parco che circonda la sua casa e un enorme porticato, così poté occupare per intero le giornate a concimare le piante, a potare i bonsai, a fare talee, a curare una per una le piante in vaso, a cercare le orchidee che spuntano nel prato. 

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