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Il caso

Manciano: stop al Bar Cippi per risse, ma in paese parte la raccolta firme degli amici a sostegno dei proprietari

di Ivana Agostini
Manciano: stop al Bar Cippi per risse, ma in paese parte la raccolta firme degli amici a sostegno dei proprietari

Il Bar Cippi è stato chiuso per due episodi risalenti ai mesi scorsi, ma secondo la cittadinanza non c’è alcuna responsabilità da parte dei titolari

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MANCIANO. «Il Bar Cippi non deve essere chiuso». Oltre 140 persone hanno espresso solidarietà nei confronti dei titolari del Bar Cippi a Manciano. Il locale gestito da oltre 40 anni dai fratelli Renzo e Graziano Gabrielli, e considerato da molti un punto di riferimento sociale e un punto di aggregazione per la comunità, è stato temporaneamente chiuso (per 7 giorni fino a domani, 9 maggio) in base all’articolo 100 del Testo unico leggi di pubblica sicurezza che conferisce al questore il potere di sospendere la licenza di esercizi pubblici (bar, ristoranti, locali notturni) teatro di tumulti, gravi disordini o ritrovo abituale di persone pregiudicate e pericolose. Si tratta di una misura cautelare e preventiva per la sicurezza pubblica, non sanzionatoria, che in caso di recidiva può portare alla revoca definitiva della licenza.

I fatti

Lo stop, valido per 7 giorni, è stato deciso in base a due episodi che si sono verificati nei mesi scorsi a cui le autorità hanno aggiunto altri due situazioni avvenute nel 2021 e nel 2023. Se da un lato le forze dell’ordine applicano la legge quando si verificano risse o altri eventi, dall’altra a Manciano 143 amici di Graziano e Renzo hanno deciso, spontaneamente, di fare quadrato intorno ai titolari per far capire che gli episodi che sono accaduti nel locale non hanno nulla a che vedere con i fratelli Gabrielli e che loro fanno di tutto per contrastarli tenendo attivo anche un sistema di video sorveglianza. Tutti, o quasi, hanno reso la stessa dichiarazione spontanea che hanno firmato e consegnato alle autorità dichiarando che gli episodi di violenza sono stati sporadici e che «non possono essere riconducibili a carenza di vigilanza e prevenzione all’interno del locale».

«Sanzione esagerata»

Una dei 143 è Beatrice Lombardi, segretaria della consulta per il sociale di Manciano. «Abbiamo percepito questa iniziativa come esagerata - dice - soprattutto perché le persone che stazionano in quel bar ne frequentano anche altri. Non siamo in una grande città: risse e ritrovi avvengono (tra l’altro poco) un po’ ovunque. Graziano è una persona che si è sempre resa disponibile e accoglie chi ha bisogno e lo dimostra anche con atti concreti. Ci è sembrata una sanzione contro i proprietari e non tanto come una prevenzione rispetto a una reale situazione di insicurezza e degrado. La raccolta firme era stata fatta proprio per far capire che questa percezione per cui poi si attua questo tipo di provvedimento non esisteva». Graziano contattato dal Tirreno si è detto molto dispiaciuto dell’accaduto. «Nel nostro locale sono stati organizzati anche eventi musicali e culturali per intrattenere i clienti - dice - noi cerchiamo di collaborare come possiamo e abbiamo sempre cercato di evitare che si verificassero episodi di violenza. Non sono mai circolate armi». Il timore è che queste misure se applicate in più occasioni possano portare alla chiusura del locale e questo nessuno lo vuole.

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