Grosseto, trovato con la droga in bocca, morde un agente: arrestato – Chi è il malvivente
L’uomo, Esa Singate (classe 1992), è stato arrestato per spaccio e per lui è stata disposto il divieto di dimora
GROSSETO. Detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio sì, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale no. Esa Singate (classe 1992, già denunciato per droga) viene sorpreso dalla polizia locale in borghese in zona stazione mentre sta effettuando uno scambio con un cliente.
I fatti
Sono all’incirca le 13,15 (di domenica 3 maggio) quando gli agenti si avvicinano e si qualificano, intimandogli di fermarsi, ma lui prende lo stupefacente dalle mutande e se lo infila in bocca. Il personale del Comando di via Zanardelli gli ordina di sputarlo ma lui non adempie, allora si arriva al contatto fisico: un poliziotto e il sospettato finiscono a terra, e nella caduta quest’ultimo morde la mano di un’agente: abrasioni ed ecchimosi, lesioni giudicate guaribili in meno di 20 giorni.
L’arresto
Ci sono tutti gli elementi della flagranza (la droga è stata recuperata) e quindi scatta l’arresto: detenzione ai fini di spaccio e lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, appunto. L’indomani - ieri (4 maggio) - si celebra la direttissima: giudice Agnieszka Karpinska, viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo, che chiede la custodia cautelare in carcere, avvocata Sabrina Pollini, che ribatte con una misura meno restrittiva (il suo cliente ha ammesso la detenzione).E Karpinska, sì, rileva che la richiesta di convalida appare tempestiva, che sussistono le condizioni di procedibilità richieste dalla legge, che in quel caso è previsto l’arresto facoltativo in flagranza e che ricorre la flagranza stessa dato che l’imputato aveva la droga addosso. Ma no, non è d’accordo con le altre valutazioni della polizia locale. La giudice, sulla base della relazione resa dagli operanti, ritiene infatti che siano state usate «modalità lesive della dignità personale»: per perquisire Singate, gli agenti lo hanno tenuto per il collo e gli hanno tappato il naso per fargli aprire la bocca e infilarci le dita, e l’imputato avrebbe quindi morso per opporsi. Karpinska convalida l’arresto per spaccio e dispone per Singate il divieto di dimora.
