Grosseto, la Soltiox torna ad assumere: 11 nuovi addetti – E un “sogno” per il futuro
Il 1° maggio, dopo che il gruppo Solmar ha rilevato l’azienda a inizio 2026, è stata chiusa la cassa integrazione: entro fine anno si punta a riaprire la terza linea di produzione
SCARLINO. Non solo chiusura della cassa integrazione, ma anche qualche nuova assunzione riportano una ventata di ottimismo nell’impianto di produzione di biossido di titanio del Casone di Scarlino, oggi di proprietà della SolTiox, subentrata a Venator all’inizio di quest’anno. Sono le novità portate dalla riaccensione della seconda linea di estrazione del biossido di titanio dal minerale di ilmenite, avvenuta un paio di settimane fa dopo un periodo di rodaggio degli apparati che nel frattempo erano stati revisionati.
La soddisfazione del sindacato
Ad esprimere piena soddisfazione è la Filctem Cgil, che per mesi aveva auspicato il subentro di un nuovo soggetto industriale nella storica fabbrica scarlinese. «Nella situazione mortificante in cui versa la chimica di base italiana, anche recentemente sottolineata al ministro Adolfo Urso dalla Filctem e dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini - Sottolineano il segretario provinciale Filctem Fabrizio Dazzi e il delegato alla Rsu Francesco Lazzoni - la chiusura della cassa integrazione straordinaria nell’impianto SolTiox del casone di Scarlino costituisce una piccola luce nel buio. Dal 1° maggio la newco che produce biossido di titanio ha riattivato la seconda linea di produzione, delle tre di cui è dotata la fabbrica. Era una notizia attesa ma che non andava data per scontata, considerata la congiuntura complicata dell’industria».
Un 2025 difficile
Nonostante oggi sia il momento di festeggiare, nessuno si è scordato il rischio corso per tutto il 2025, anno nel quale è emerso con chiarezza che Venator non era più in grado di gestire la produzione. Con il rischio concreto della chiusura definitiva del sito produttivo. Poi salvato grazie all’irrompere sulla scena del gruppo Solmar, che ha costituito una società ad hoc attraverso Nuova Solmine, che è stata denominata SolTiox.
Le nuove assunzioni
Attualmente nell’impianto di Scarlino lavorano 185 addetti presi in carico dalla società che dal 1° gennaio lo ha rilevato Venator. «Ma entro metà maggio - Aggiungono i due sindacalisti - è atteso l’inserimento di altri 7 o 8 operai, che dovrebbero arrivare ad 11 entro la fine del mese. Nelle more della conclusione dei colloqui per individuare figure a più alta specializzazione da inserire in pianta organica».
I feedback dell’indotto
Nel frattempo, «registriamo con soddisfazione che anche le imprese appaltatrici e dell’indotto stanno pian piano reintegrando i propri ranghi, come nel caso di Crosa Group e della Colonna». Dazzi e Lazzoni, quindi, riconoscono «al management aziendale la competenza e la determinazione nel perseguire il progetto di ripristino della produzione: duttile sotto il profilo produttivo, in grado di assicurare la realizzazione di varie tipologie di pigmenti ad uso industriale». In questa fase l’azienda è concentrata su diversi "grades" del pigmento utilizzato per le vernici industriali e le tinture delle pareti. Peraltro SolTiox, nel caso il mercato li richiedesse, è in grado di produrre pigmenti per il settore alimentare, per gli inchiostri e per la farmaceutica. «L’auspicio di Filctem - concludono - è che, coerentemente con gli obiettivi enunciati dal manager Luigi Mansi, entro fine anno si possa arrivare alla riaccensione anche della terza linea. Così da sfruttare al massimo le capacità produttive dell’impianto, arrivando alle 60mila tonnellate di biossido di titanio, ed incrementare ancora il battente occupazionale con l’obiettivo di 600 addetti complessivi per il gruppo SolMar».
