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Grosseto, colpo in villa e sigilli al Compro oro: partiti gli interrogatori – I dettagli dell’inchiesta

di Pierluigi Sposato

	I tre interrogatori si sono svolti nell’aula gip/gup del Tribunale
I tre interrogatori si sono svolti nell’aula gip/gup del Tribunale

Due indagati hanno risposto alle domande del giudice Mezzaluna. Il pm ha chiesto misure come carcere e arresti domiciliari dopo il sequestro scattato l’altra settimana

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GROSSETO. Due hanno risposto alle domande del giudice. Una terza indagata, la titolare dell’esercizio commerciale sequestrato, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Mattinata di interrogatori quella di ieri nell’aula G del palazzo di giustizia, interrogatori che devono per legge precedere l’eventuale erogazione delle misure chieste dalla Procura.

Interrogatori condotti dal giudice Marco Mezzaluna che riguardano l’inchiesta sulla destinazione di una parte dei gioielli rubati il 25 luglio 2024 nella villa di un avvocato, alla periferia di Siena, e che avrebbero preso la strada della nostra città. Il giudice si è riservato il deposito delle decisioni.

Intercettazioni, ricostruzioni e indizi di vario genere costituiscono il fascicolo di cui è titolare il sostituto procuratore Carmine Nuzzo, ieri presente in Tribunale. Sei gli indagati: quattro per il concorso nel furto, e cioè un 43enne grossetano e tre abitanti in provincia di Roma (un 37enne, un 47enne e un 54enne); il 43enne anche per autoriciclaggio; è invece riciclaggio l’ipotesi per la titolare del compro oro Saturno di via Emilia sul quale l’altra settimana sono scattati i sigilli della polizia e per la donna 29enne a cui il 43enne avrebbe affidato alcuni preziosi (per lei anche l’ipotesi di ricettazione di una collana).

Gli avvocati Riccardo Lottini, Federica Putignano e Roberto Baccheschi difendono gli indagati comparsi ieri davanti al giudice Marco Mezzaluna e per i quali sono state formulate le richieste più gravi. La Procura ha chiesto il carcere per il 43enne; gli arresti domiciliari per la titolare del negozio (unitamente alla misura interdittiva di esercitare quel mestiere e di ricoprire ruoli nella società) e per la 29enne; il divieto di dimora nelle province di Grosseto e Roma per il 47enne e il 54enne; nessuna misura per il 37enne. Nei confronti della titolare del negozio su cui sono stati applicati i sigilli, ma anche del 43enne e della 29enne, è stato chiesto anche il sequestro preventivo per poco più di 32mila euro, pari al totale del valore di 47 sterline d’oro e di una collana di corallo rosa con fibbie in oro giallo, quest’ultima valutata 3mila euro.

Nella villa dell’avvocato quella sera del luglio di due anni fa era stata presa di mira la cassaforte murata, tagliata con un frullino: erano spariti preziosi per 35mila euro. Era scattato l’allarme, in quel momento nessuno era in casa. Le immagini della videosorveglianza avevano permesso di individuare un’auto, risultata presa a noleggio con documenti riferibili al 37enne, ritenuto un prestanome; successivamente gli investigatori erano arrivati al 54enne, ritenuto un procacciatore di auto. Era stata eseguita una perquisizione, gli agenti erano poi arrivati al 47enne, ritenuto anche lui un procacciatore di veicoli, erano stati ricostruiti i passaggi dell’auto (e di altre due) anche a Grosseto, con una sosta notturna individuata grazie all’apparato gps come vicina all’abitazione del 43enne. Le intercettazioni avevano consentito di acquisire anche altri elementi utili per le indagini, a partire dalle modalità operative per la messa a disposizione delle auto e il loro utilizzo, fino ad arrivare a comprendere che il 43enne avrebbe affidato dei gioielli all’amica 29enne, che li avrebbe poi rivenduti. Un ulteriore passaggio avrebbe fatto luce sul ruolo del negozio Saturno, che avrebbe proceduto a fondere l’oro consegnato e acquistato, senza attendere i dieci giorni di legge. Era stata fatta una perquisizione ed erano state trovate 47 sterline riconosciute dall’avvocato derubato e una collana (questa sarebbe stata venduta dal 43enne, senza che fosse stata registrata): tutti i preziosi erano poi stati restituiti alla titolare per disposizione del Tribunale del riesame, che era intervenuto in una fase iniziale delle indagini. Le contestazioni riguardano accertamenti protrattisi fino al dicembre 2024.




 

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