Grosseto, muore a 50 anni: lascia un figlio piccolo. «Se n’è andata una parte di me»
Sotto choc la frazione di Roselle: «Se guardo le suo foto sui social, al fianco del figlio, vedo una luce nei suoi occhi belli»
GROSSETO. Un altro lutto ha colpito nelle scorse ore la frazione Roselle. All’ospedale di Siena se n’è andata, dopo alcuni giorni di ricovero, Francesca Agnoletti, 50 anni compiuti a settembre. Una notizia che ha toccato il cuore del paese, che l’aveva vista crescere, anche se negli ultimi anni ha vissuto a Buriano con il compagno Fabio Simi e un figlio piccolo.
Il ricordo dell’amica
«Se n’è andata una parte di me – dice Nina, una delle sue amiche più care – Ci siamo conosciute negli anni Novanta a 15 anni, facevamo parte di un gruppo e non ci siamo mai perse di vista. Francesca ha frequentato come me l’istituto professionale e tutti i giorni li passavamo assieme, io vivevo alla canonica, lei alla fattoria San Giuseppe. Mi tremano le gambe al pensiero di quante ne abbiamo fatte insieme. Era la stagione della spensieratezza, con le giornate passate a Cala Violina, alle serate in discoteca al Four Roses di Marina e al Black Sun di Punta Ala, prima di finire a ballare liscio alla sala Eden. Se chiudo gli occhi mi vedo felice e sorridente con lei».
Agnoletti ha lavorato in diverse aziende, ma soprattutto per tanti anni ha seguito con amorevole cura i genitori; prima il padre, poi la madre, insieme al fratello. «Era una ragazza d’oro, solare, con il sorriso stampato in faccia – prosegue l'amica Nina – sempre disponibile, anche quando non poteva. Aveva lasciato Roselle per trasferirsi a Buriano quando aveva dato alla luce il bambino, che l’aveva fatta sentire realizzata. Se guardo le suo foto sui social, al fianco del figlio, vedo una luce nei suoi occhi belli».
Volontaria dell’Enpa
Agnoletti aveva grande passione che ha portato avanti da sempre, quella degli animali, era una volontaria dell’Enpa e chi la conosceva bene dice «che si sarebbe fatta tagliare pur di curare gatti e cani che avevano bisogno».
Il paese sotto choc
Precisa ancora Nina: «Francesca aveva sempre minimizzato ultimamente i suoi problemi di salute, si limitava a dirmi di “avere gli acciacchi della nostra età”. C’è una cosa però alla quale non riesco a smettere di pensare: è la quarta vittima della generazione di giovani degli anni Novanta-Duemila. In poco tempo, in un mese, abbiamo perso Massimo del Pasqua, Emanuele, morto nel giorno dei funerali di Massimo, e nello scorso fine settimana, domenica, Claudio Fronzoni. Abbiamo versato troppe lacrime in pochi giorni. Stiamo aspettando che dall’ospedale di Siena portino la salma di Francesca nella sua Maremma per darle una degna sepoltura. Era una donna dolce, che si è dovuta allontanare troppo presto dagli amori della sua vita».
