Gavorrano, frazione ostaggio di 4 cani: «Aggrediscono i passanti» – Dopo l’ennesimo caso scatta la petizione
Gli animali vagavano incustoditi: ordinanza e petizione-esposto per chiedere che vengano adottate soluzioni permanenti
GAVORRANO. Alla fine c’è scappato un ferito, un uomo, per fortuna in modo non grave, fatto sta che nelle scorse settimane un’intera comunità si è mobilitata (lungo due binari paralleli) per risolvere il problema; almeno per il momento.
Siamo nella frazione di Caldana, lungo una delle strade più suggestive del territorio, pista ideale per amanti di camminate, ciclismo e corsa, battuta dai visitatori così come frequentata dai residenti. La strada è comunale, conduce alla località Poderi Alti e prosegue in direzione di Scarlino e Castiglione, collegando di fatto l’entroterra con Punta Ala e Cala Violina. Di fatto è l’unica arteria extraurbana a disposizione dei cittadini per fare ricreazione all’aria aperta ed è inserita in itinerari turistici molto apprezzati.
Non fosse per la presenza di quattro cani di grossa taglia – pastori maremmani, secondo i testimoni – che da lungo tempo scorrazzano incustoditi (scorrazzavano, si vedrà) sui terreni del proprietario arrivando lungo la via balzando giù dal terrapieno di confine con la carreggiata e spaventando i passanti; o, nel caso in questione, attaccando.
Da questo episodio, accaduto a un uomo all’altezza della località Poderi Bassi, è partita una raccolta firme alla quale ha aderito una sessantina di persone, che si sono rivolte – in ordine di intestazione – a Comune, prefettura, polizia municipale, carabinieri, Asl, Procura e stampa. «Nel corso del tempo si sono verificate numerose aggressioni e tentativi di aggressione, ai danni di pedoni, ciclisti e sportivi, con conseguenze anche fisiche, oltre a un diffuso stato di timore che ha di fatto privato la collettività della possibilità di utilizzare un bene pubblico», si premette nella petizione-esposto, sottolineando che «di tali fatti sono state effettuate ripetute segnalazioni alle autorità locali». Mai nessun risultato, però (almeno fino alla stesura dell’atto, si vedrà anche questo).
I firmatari intendono sottolineare lo stato di violazione dell’obbligo di custodia che individuano in capo all’uomo, con conseguente «creazione di un rischio grave, concreto e attuale per la pubblica incolumità». Di qui una petizione-esposto; che viene recapitata al nostro giornale, per paradosso, dopo che un intervento è stato fatto.
Un intervento che, nella pratica, tutti coloro che hanno sottoscritto la raccolta firme temono tuttavia possa non sortire l’effetto desiderato. Il proprietario, infatti, era già stato destinatario di prescrizioni inerenti proprio alla custodia dei quattrozampe alle quali però non aveva mai ottemperato. E ragioni per credere che possa cambiare la propria condotta non vengono ravvisate.
A fine anno, in tutto questo, una “task force” composta da veterinari Asl, carabinieri Forestale, personale di palazzo civico, agenti della Municipale e la stessa prima cittadina Stefania Ulivieri si era recata nel terreno in questione. In una giornata di tempo da lupi, previa ordinanza per la tutela degli stessi animali e della pubblica incolumità, autorità ed enti avevano proceduto al recupero dei quattro esemplari, consegnati infine al canile: il padrone stava attraversando un periodo prolungato di assenza motivata da cause di forza maggiore e la situazione correva il rischio di aggravarsi.
Da quel giorno, al Comando della polizia locale non sono più pervenute segnalazioni in merito: strada tranquilla, vero è che il meteo non ideale nel frattempo certamente non ha favorito il passaggio né il transito.
L’ordinanza, si apprende da palazzo civico (non figura pubblicata all’albo pretorio perché ad personam), si inserisce in questo contesto, rimarrà in vigore per i prossimi tre mesi e potrà anche essere prorogata. Neanche questo, però, si diceva, serve a restituire tranquillità alla frazione.
«È una voce, per carità, ma si dice che lui stia cercando di riprendersi gli animali», aggiungono i firmatari, nel ribadire l’intenzione «non solo prevenire ulteriori e più gravi eventi dannosi, ma anche riappropriarsi del diritto di godere e usufruire in sicurezza di una strada comunale e di un percorso che da sempre rappresentano un luogo di svago, di socialità e di valorizzazione del territorio, non solo per i residenti ma anche sotto il profilo turistico ed economico». Di qui, infine, l’auspicio collettivo: «Si confida pertanto in un sollecito riscontro e nell’adozione di ogni misura ritenuta necessaria e opportuna».
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