Grosseto, pizzaiolo morto a 45 anni nell’auto fuori strada: il dolore della fidanzata e i ricordi degli amici
Luca Trivulsi forse colto da malore sulla provinciale del Pollino. L’ex titolare: «Era un professionista che si faceva voler bene»
GROSSETO. Stava rientrando in città, forse dopo essere stato al lavoro. Poi una curva presa male sulla strada provinciale del Pollino, l’auto che sventra il guard rail per poi fermarsi distrutta in un fosso. E quando arrivano i soccorsi non c’è più nulla da fare. È così che finisce la vita di Luca Trivulsi, esperto pizzaiolo 45enne originario di Grosseto, in una strada già segnata negli anni da altri incidenti, sotto il vento che soffia forte nella campagna maremmana. Lascia un fratello e la madre, e poi la fidanzata. Una delle prime ad arrivare sul luogo del tragico incidente.
La dinamica
Il violento schianto è avvenuto Poco dopo le 11. Trivulsi stava procedendo lungo la provinciale del Pollino, in direzione Grosseto, quando alla curva in prossimità dell’agriturismo I Gelsi ha perso il controllo dell’auto, una Seat nera, sbattendo violentemente contro il guard rail – che in parte è stato divelto – per poi finire nel fosso lì accanto. Non è ancora chiaro il motivo per cui si sia verificato questo incidente. Tra le prime ipotesi fatte dagli inquirenti c’è quello di un malore alla guida; questo per via dall’assenza di segni di frenata sull’asfalto.
Passando di lì per puro caso, ad allertare le autorità e ad effettuare le prime manovre è stato un soccorritore fuori servizio, che per primo ha visto quella drammatica scena. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e della Misericordia, che hanno provato in tutti i modi a salvare Trivulsi. Ma per lui non c’è stato nulla da fare. Nel mentre erano arrivate le prime volanti della polizia municipale di Grosseto, che hanno bloccato la circolazione stradale da ambo i lati della strada provinciale, in attesa di compiere i rilievi del caso.
Sono loro al termine della mattinata a confermare che la dinamica è quella di un auto che ha perso il controllo mentre procedeva la curva, finendo per schiantarsi contro il guard rail. In base ai rilievi effettuati gli agenti escludono la presenza di segni di frenata o l’impatto con altri veicoli – ma le indagini sono ancora in corso -, mentre non riescono ancora a stimare la velocità con cui procedeva la vettura; sembrerebbe elevata, a vedere dai danni che ha subito l’auto e il guard rail divelto. Anche dalle case proprio lì accanto parlano di un forte boato.
Il dolore della fidanzata
Subito in città alla notizia dell’ennesimo incidente è partita la ricerca del nome, soprattutto tra chi sapeva di un amico o parente che stava passando di lì proprio intorno a quell’ora.
Poco prima dell’ora di pranzo, mentre gli agenti continuavano a rimandare indietro le automobili, una donna è comparsa a bordo strada, chiedendo con la voce spezzata: «Devo vedere se quella è la mia macchina.. ». Era la fidanzata, a cui è bastato uno sguardo alla scena per capire cosa fosse successo. Subito un’agente, in maniera molto professionale, ha allontanato la donna da quella tremenda visuale, facendola così sedere in una volante per farle urlare in disparte il proprio dolore. Poco dopo sono arrivati anche amici e parenti di Trivulso e della fidanzata, che a loro volta hanno avuto bisogno dell’intervento dei sanitari, intervenuti prima con un’ambulanza della Croce rossa e poi con la guardia medica del 118.
Il ricordo dell’ex titolare
Non lo vedeva dalla scorsa estate, quando il loro percorso professionale aveva preso strade distinte. Ma di quel “ragazzo” di 45 anni Sostine Galletta, uno dei suoi ex titolari quando lavorava alla pizzeria ristorante Il Braciere dentro il Tce di Grosseto, ha un ricordo vivo: quello di «un ottimo pizzaiolo, come lui ce ne sono pochi». E basta andare a vedere i suoi profili social – ora pieni di messaggi d’addio e di cordoglio di amici o conoscenti – per capire la passione che riponeva nel suo lavoro e nella cucina in generale. «Non so dire da quanti anni faceva questo mestiere, ma tanti; io sapevo che aveva avuto esperienze in diversi locali della zona. Bastava provarle per capire. Le sue pizze erano buonissime, era molto bravo. Ricordo – racconta – che una volta si era inventato una pizza bianca con il carpaccio di carne».
Proprio tra le mura del Braciere, racconta Galletta, Luca Trivulsi aveva conosciuto la sua fidanzata. Poi la pizzeria nel 2025 ha cambiato gestione, con i due che si sono persi di vista.
«So che ora lavorava in una pizzeria di Rispescia, forse stamani – ieri per chi legge – stava tornando proprio da lì. Di lui conserverò sempre il ricordo di un ragazzo molto socievole e simpatico, che si faceva voler bene».
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=89f8b53)