Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Follonica piange Umberto Cini: «Curioso ed elegante, amava la vita»

di Sara Venchiarutti
L'imprenditore Umberto Cini
L'imprenditore Umberto Cini

Imprenditore, dopo il Sugherificio fondò una concessionaria: «Gli piaceva stare fra la gente»

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FOLLONICA. Era facile incontrarlo all’ora del tramonto, davanti a un bell’aperitivo, seduto al tavolino di un bar sul lungomare o in centro a Follonica. Da lì, «quando vedeva passare qualcuno che conosceva, lo chiamava, ci chiacchierava. Cercava sempre il contatto con le persone, invitava tutti a casa, aveva bisogno di stare in mezzo alla gente», spiega la nipote, Susanna Poli.

Per lei Umberto Cini era lo zio con cui scambiava un sacco di libri – soprattutto di storia, di cui era un appassionato -, era lo zio fiero di essere nato nel «delizioso paesino vicino a Castiglione della Pescaia», come lui amava definire Tirli, anche se poi non riusciva a resistere e ogni giorno andava in spiaggia a guardare il mare, che adorava più di ogni altra cosa. Tranne per il caldo: quando ce n’era troppo, via subito a Tirli, nella macchia, al fresco.

Ha lottato fino all’ultimo, lui che amava moltissimo la vita, ma ieri (22 settembre), tra la notte e l’alba, l’ha dovuta lasciare. È mancato a 87 anni Umberto Cini: il nome, insieme a quello del babbo Enzo e dei fratelli Paolo e Olindo, è legato strettamente al Sugherificio Etruria, oggi Etruria Cork. Già nei primi del Novecento la famiglia aveva le sughere in mezzo alla macchia tirlesi. Poi l’approdo a Follonica, in città, attorno agli anni Cinquanta. Se prima il sughero lo vendevano e basta, la “svolta” arrivò quando Paolo andò a Milano, dove imparò a lavorare quel materiale e allora convinse i fratelli ad aprire l’attività in centro, per trasferirsi infine nella sede nel territorio di Scarlino.

Anche Umberto, insieme ai fratelli, è cresciuto dentro quel sugherificio. Negli anni Novanta la decisione di aprire un concessionario Volkswagen a Piombino, lasciando le redini dell’impresa di famiglia a Paolo. In ogni caso fu anche «grazie al sugherificio che Umberto riuscì a viaggiare tanto: aveva una mente così aperta, dai multiformi punti di vista, perché si era confrontato con tante realtà diverse, andava alle fiere del sughero anche all’estero. Si è sempre occupato di comunicazione, aveva studiato al liceo classico di Grosseto, parlava bene l’inglese, il francese. Faceva citazioni latine», ricorda Poli con un sorriso.

Poi leggeva tantissimo, a partire dai giornali, che comprava ogni mattina. «Era una persona molto curiosa. Voleva imparare a usare il computer, non voleva rimanere indietro su niente, anche negli ultimi anni era sempre su Facebook». La voglia di conoscere, di imparare, veniva «da una grande passione per la vita. Se la “mangiava”. Gli piacevano tanto le emozioni forti: quando cascava da cavallo – racconta Poli – ci risaliva, anche se a volte passava mesi a letto per le contusioni. Lui continuava sempre perché gli piaceva l’emozione».

L’altra grande passione di Cini, infatti, era l’equitazione. Da giovane partecipava anche a gare importanti, anche se poi «ha montato per tutta la vita; finché ha potuto era sempre alla fattoria Bicocchi. Anche quando le condizioni non gli consentivano più di andare a cavallo, prendeva la macchina e andava lo stesso, fino all’anno scorso: gli piaceva stare in mezzo alla natura e in mezzo ai cavalli. Ci portava anche i suoi nipoti», racconta Poli. Così, nel ricordare Umberto, non si può non sentire il profumo del’Arden, profumo che andava di moda tantissimi anni fa e senza il quale lui non usciva. «Era una persona molto elegante, fin da anziano gli piaceva curare il suo aspetto, ci teneva», conferma Poli.

Cini si sposò il 5 agosto del 1967 – ovviamente a Tirli – con Rosaria. Lascia i figli, oltre ai cinque nipoti che adorava e di cui era sempre circondato, oltre ai tantissimi amici e familiari che gli hanno voluto bene. Ieri pomeriggio la salma è stata portata alla sala del commiato. I funerali invece si tengono stamattina, 23 settembre, alle 11 nella chiesa di San Leopoldo. Dopo riposerà nella cappella di famiglia al cimitero di Follonica, circondato dall’amore dei suoi affetti e da una vita ricca di soddisfazioni e di emozioni. Come nella foto che lo ritrae sul cavallo, intento a saltare una foto, e che lui adorava.

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