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Grosseto, dopo 30 anni chiude noto negozio di abbigliamento: la data e il via alla svendita

di Sara Venchiarutti

	Il negozio Max Mara
Il negozio Max Mara

La strada a due passi dal centro storico a breve perderà un’altra attività: «Si tratta di un scelta aziendale»

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GROSSETO. Una cascata di calde luci riveste l’esterno del negozio Max Maria, all’inizio – o alla fine per chi arriva da piazza della Vasca – di via Fallaci, un tempo via IV novembre. Per il negozio però questo sarà l’ultimo Natale a Grosseto. Il noto marchio d’abbigliamento chiude, lascia la città. C’è già la data in cui gonne, maglioni, pantaloni e tutto il vestiario ben posizionato su grucce e scaffali abbandonerà – dopo circa 30 anni – quel fondo: il 6 febbraio.

«È una scelta aziendale dettata da un riposizionamento del marchio», spiega la titolare del punto vendita, Stefania Baldanzi. Già fissato anche il giorno in cui inizierà la svendita degli articoli, e cioè domani, il 14 dicembre. Gli sconti dureranno fino all’ultimo giorno di apertura.

Così quella strada a due passi dal centro storico a breve perderà un’altra attività. «Un negozio storico, creato dalle signore Parronchi all’inizio degli anni Novanta in una posizione strategica. Come clientela – racconta Baldanzi, che lì ci ha passato 25 anni da titolare, cinque da dipendente – l’attività è sempre andata bene, anche negli ultimi tempi; d’estate poi arrivano tanti turisti».

«Quando ho saputo che Max Mara se ne va è stato un grande dispiacere», ammette una cliente affezionata mentre sta per entrare nel negozio. «I miei vestiti – spiega – li scelgo solo qui. Così la città perde uno dei punti di riferimento, anche a livello di rapporti umani, non solo di qualità del prodotto. In generale Grosseto sta perdendo dei pezzi importanti e il centro è sempre più deserto e spopolato». Accanto annuisce un’altra signora che è nel bel mezzo della ricerca dei regali di Natale. È un centro sempre più dequalificato», conferma mentre scuote il capo.

Eppure c’è anche un altro centro storico, illuminato e pieno di persone. Lo ha visto Caterina Palmieri, titolare dell’omonimo negozio che affaccia sempre su via Fallaci, a fine novembre, quando tutti si sono dati appuntamento per accendere le luminarie natalizie nelle vie e nelle piazze. «In giro – sottolinea Palmieri – c’erano tantissime persone. Anche per questo chiedo a tutti gli enti che possono contribuire di riportare gli eventi nel centro storico. Bisogna farlo rivivere, animarlo. Ben vengano quindi i mercatini, le sfilate e tutte le iniziative possibili. Così tra i cittadini si può far ritornare il piacere di vivere la città tra l’impegno e i sorrisi dei commercianti. Noi facciamo tutto il possibile, cercando sempre di trovare articoli nuovi: il movimento c’è, ma – sottolinea – potrebbe essere molto di più».

Camminando lungo la strada, poco più in là c’è un altro fondo chiuso da diverse settimane. «Auspichiamo – conclude Palmieri – che presto quello spazio torni a vivere, soprattutto in orario aperitivo e cena portava diverse persone che si fermavano a guardare anche le vetrine».

Su quella strada Fabio Pianigiani ha la sua pelletteria – a cui ha dato il nome – da quasi 42 anni. Lui quindi ha visto l’intera l’evoluzione della via. «I primi anni – ricorda Pianigiani – c’era un “passeggio” notevole di gente. Da allora avremo perso il 70-80 per cento di “giro”, cioè di persone che passano qui davanti. Le dinamiche di Grosseto – aggiunge – sono state completamente rivoluzionate con l’arrivo di due centri commerciali enormi e altri più piccoli in una città non particolarmente estesa come Grosseto. È stata una scelta sbagliata. Il centro storico così è stato distrutto, non so se per volontà o per mancanza di visione. Le tavole rotonde a posteriori lasciano il tempo che trovano. Ormai il danno è stato fatto e non so come si possa recuperare in tempi medio-lunghi».

Alla fine adesso si parla di resistenza. «Vado avanti – spiega Pianigiani – grazie a una clientela fidelizzata nei decenni e puntando sulla qualità. Poi ho ridotto le spese al minimo indispensabile: gestisco in pratica tutto da solo e ci facciamo bastare gli incassi modesti che arrivano. 

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