Tre Bicchieri per “San Lorenzo”, il vino gioiello griffato Sassotondo
Il Gambero Rosso incorona l’avventura di Edoardo Ventimiglia e Carla Benini
SORANO. È il primo vino rosso della zona del Tufo a essersi aggiudicato il massimo riconoscimento, i celebri Tre Bicchieri attribuito dalla guida I Vini d’Italia del Gambero Rosso. E questo successo inorgoglisce Carla Benini ed Edoardo Ventimiglia, titolari dell’azienda agricola Sassotondo, fra Sovana e Pitigliano, che quest’anno si sono visti attribuire il prestigioso riconoscimento al proprio Ciliegiolo San Lorenzo 2021. Vino biologico imbottigliato con la denominazione del Consorzio di tutela Vini di Maremma Doc.
L’azienda – 70 ettari in una delle zone più suggestive della Maremma, al centro delle Colline del Tufo – ha imbottigliato per la prima volta nel 1997, dopo aver ottenuto la certificazione bio nel 1994 (fra le prime in Toscana) quando Benini e Ventimiglia hanno deciso di provare a fare il salto di qualità coadiuvati dall’enologo Attilio Pagli, attuale consulente di Sassotondo. Il loro primo vino è stato appunto il San Lorenzo, che a 27 anni di distanza ottiene l’ambito riconoscimento.
«I primi Tre Bicchieri non si scordano mai – scherza Edoardo Ventimiglia – Ma questo è il sentimento che stiamo provando io e mia moglie Carla, davvero felici di aver ricevuto un premio che è un riconoscimento e una vita di impegno per valorizzare questo vitigno a bacca rossa». Oltretutto coltivato in una zona che è particolarmente nota per i bianchi.
L’azienda ha sede a Pian di Conati, vicino al delizioso borgo etrusco di Sovana, ma la vigna di San Lorenzo acquistata dalla coppia nel 1991, da cui la bottiglia prendi il vino, si trova vicino a Pitigliano con un affaccio diretto sulla splendida Rocca del paese del tufo. In uno degli angoli da cartolina della Maremma. «Le nostre vigne – spiega ancora Ventimiglia – occupano 14 ettari di terreni. Ogni anno produciamo intorno alle 50mila bottiglie, il 70% delle quali con vino a bacca rossa. La scelta di puntare sul Ciliegiolo è dovuta a più fattori: intanto si adatta molto bene alle caratteristiche pedoclimatiche di questa zona in quota, dove il clima è secco e fresco. Caratterizzata da venti provenienti da nord est, ma dove la notte la temperatura difficilmente scende sotto i 20 gradi anche nei periodi più caldi dell’anno. Le uve di ciliegiolo, poi, si sono ben adattate al terreno vulcanico che conferisce al vino eleganza e durevolezza, con sapori e profumi influenzati dalla presenza nei terreni di minerali. Condizioni che consentono al Ciliegiolo di continuare a maturare anche ad alte temperature, e allo stesso tempo di non temere il freddo. Il nostro prodotto, grazie al lavoro egregio svolto dal Consorzio di tutela Vini di Maremma presieduto da Francesco Mazzei e diretto da Luca Pollini, ha partecipato anche una degustazione comparativa alla cieca con grandi vini francesi, risultando in alcuni casi anche vincitore».
Sassotondo commercializza il vino sia attraverso il proprio sito che direttamente in cantina. Ma si avvale anche di una rete di distributori che opera a livello nazionale e sui mercati esteri Negli Usa e Nord Europa, sfruttando il canale Horeca (hotellerie-restaurants-café).
«Il Ciliegiolo – conclude Ventimiglia – è un vitigno che sta progressivamente conquistando il pubblico, dimostrandosi particolarmente ai gusti delle giovani generazioni che apprezzano i vini di pronta beva, ma dimostrando tutta la propria duttilità perché è anche adatto all’invecchiamento e affinamento in botte. Siamo stati fra i primi a vanificarlo in purezza e oggi siamo davvero felici di poter dire che avevamo visto giusto».
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