Il Tirreno

Grosseto

Fiori d'autore

I nomi delle rose? Ecco come sono assegnati. Dalla scienza alla moda e alla lirica: le “top 4” scelte dal Tirreno

di Sara Landi

	Dall'alto in senso orario: la rosa intitolata a Rita Levi Montalcini, la rosa Caruso, la rosa Capucci e la Missoni
Dall'alto in senso orario: la rosa intitolata a Rita Levi Montalcini, la rosa Caruso, la rosa Capucci e la Missoni

I loro nomi sono veri e propri marchi registrati e omaggiano personaggi famosi: abbiamo selezionato quattro varietà davvero speciali

13 maggio 2024
3 MINUTI DI LETTURA





ROSELLE. Prima che una nuova varietà di rosa venga lanciata sul mercato non c’è solo un lungo processo di ricerca e ibridazione che può richiedere anche anni ma la necessità di dare un nome alla rosa.

«I nomi delle rose sono veri e propri marchi registrati – dice Beatrice Bami del vivaio Barni di Roselle (Grosseto) – e devono rispondere ai requisiti dell’ufficio marchi e brevetti. Spesso le rose vengono dedicate a personaggi che hanno fatto la storia in campi come la cultura, la scienza, la moda, il cinema e la musica. A Roselle ad esempio avevamo tra le varietà esposte la rosa dedicata allo stilista Roberto Capucci».

La rosa Roberto Capucci è stata dedicata al grande “scultore” di alta moda i cui abiti sono stati definiti capolavori da abitare e da esporre in un museo perché tutti possano ammirarli e si caratterizza per i suoi fiori grandi e le delicate tonalità del colore che vanno dal rosa chiaro dei petali esterni al più intenso madreperla del centro dei fiori.

Rosita Missoni invece è una rosa Barni dedicata alla grande imprenditrice della moda italiana. La particolarità è nel colore perché esistono tante varietà di rose striate ma sono tutte bianche e rosse. In questo caso invece sono stati combinati il giallo e il rosso.

Alla famiglia Missoni è stata dedicata anche un’altra rosa, quella che porta il nome dello stilista Ottavio Missoni: la sua particolarità è che i fiori sono uno diverso dall’altro e i petali rossi sono screziati di rosa. La Ottavio Missoni è anche una delle rose premiate a livello internazionale, essendosi aggiudicata il premio del pubblico nel 2014 al più antico concorso dedicato ai nuovi ibridi di rosa e promosso dal Parc de Bagatelle di Parigi.

Non è solo la moda l’ispiratrice dei nuovi nomi da dare alle rose. Lo dimostra una delle novità del catalogo 2023-2024 di Rose Barni che scommette per la sua copertina su una delle novità di quest’anno, la rosa che porta il nome del tenore Enrico Caruso.

Si tratta di una rosa a cespuglio dai fiori rosa e dal profumo intenso. «Finalmente – si legge nel catalogo – dopo un museo alla memoria e l’omaggio commosso di Lucio Dalla il grande maestro dal talento ineguagliabile ha anche una rosa a lui dedicata».

E se la rosa Enrico Caruso è una new entry tra le varietà dal nome famoso è sicuramente da menzionare nel patrimonio storico delle rose del vivaio la rosa Rita Levi Montalcini dai fiori eleganti e rilevati di un tenue rosa albicocca e dal delicato profumo. Questa varietà si caratterizza, come si legge nella sua scheda, per “vigoria, rifiorenza, quantità di fiori e eccezionale resistenza alle malattie” e porta il nome della grande neurologa, premio Nobel per la medicina nel 1986.

Creata da Anna Medici Barni, la rosa Rita Levi Montalcini ha vinto nel 1991 la Rosa d’oro al concorso per le nuove rose di Ginevra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Primo piano
La tragedia

Pisa, muore a 22 anni dopo l'incidente in moto