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L'indagine

Grosseto, morto dopo il ricovero in ospedale: gli indagati ora sono diventati 15


	L'ospedale di Grosseto e la vittima, Mor Awa Diop
L'ospedale di Grosseto e la vittima, Mor Awa Diop

Eseguita l’autopsia, sarà necessario far intervenire anche un tossicologo. Mor Awa Diop, 32 anni, era stato portato al Misericordia nel pomeriggio di giovedì 11 aprile

24 aprile 2024
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GROSSETO. Sono diventati quindici – ma non è escluso che il numero possa aumentare ulteriormente – i sanitari indagati per la morte di Mor Awa Diop, cittadino senegalese di 32 anni, avvenuta in ospedale due settimane fa. Un nuovo nome si è aggiunto alla vigilia dell’affidamento dell’autopsia, che è stata eseguita nella tarda mattinata di ieri dal professor Mario Gabbrielli e della dottoressa Maria Serena Verzuri. I loro accertamenti saranno seguiti da alcuni specialisti nominati dagli avvocati, i dottori Roberto Martini, Michele Casalis, Romano Santoro, Cristina Vuolo. Novanta giorni per dare risposte alle domande formulate dal sostituto procuratore Federico Falco, che si è riservato di nominare un tossicologo nei prossimi giorni.

Lo scopo è accertare le cause di morte e verificare se la condotta dei sanitari sia stata idonea e abbia seguito i protocolli delle buone pratiche oppure se sia stata caratterizzata da imprudenza o negligenza. Un quesito che comprende anche l’indicazione della colpa, qualora venga riscontrata, e le modalità. Novanta i giorni per il deposito delle conclusioni. Nelle prossime ore è atteso il nulla osta per il rimpatrio della salma in Senegal, rimpatrio che sarà preceduta dall’ultimo saluto della comunità, nella moschea.

Il numero degli indagati è così elevato perché tutti coloro che erano entrati in contatti con Diop – medici e infermieri - sono stati messi in grado di esercitare le prerogative difensive (l’ipotesi è quella di cooperazione colposa in omicidio colposo in ambito medico) prima che venisse dato il via all’autopsia, un accertamento irripetibile. Sono coloro che tra giovedì 11, quando venne fatto salire sull’ambulanza in via Aurelia Nord (la polizia municipale era intervenuta perché l’uomo faceva il gesto come di volersi gettare per strada), e le prime ore di venerdì 12, quando Diop è morto, avevano in qualche modo prestato le cure al 32enne straniero. La famiglia di Diop è seguita dagli avvocati Andrea Coscarelli (per i genitori) e Alessio Bianchini (per il fratello).

Gli indagati hanno scelto di farsi assistere dagli avvocati Diego Innocenti, Riccardo Boccini, Romano Lombardi, Francesca Carnicelli, Stefano Colelli, Giacomo Santi Laurini, Silvia Falconi, Alessandro Risaliti, Carlo Valle, Sergio Frediani, Fabio Andreucci, Paolo Martellucci e Sara Montauti.

Il pm ha dato avviso ai consulenti tecnici che, qualora dovessero ravvisare profili di responsabilità a carico di persone non ancora indagate, le operazioni devono essere sospese e Gabbrielli e Verzuri devono avvertire il dottor Falco.




 

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