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Grosseto, un castello del 1200 in vendita a 5 milioni: dove si trova e l'ipotesi dell'hotel di lusso

Il castello in vendita a Grosseto
Il castello in vendita a Grosseto

Si tratta di uno degli edifici storici più belli della Maremma

01 aprile 2024
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GROSSETO. Spettacolari dimore storiche e antiche roccaforti della provincia di Grosseto finiscono nel mercato immobiliare. Dopo alcuni pezzi grossi messi già in vendita nei mesi scorsi (dal castello di Casenovole nel territorio di Civitella Paganico a quello di Torniella, comparso in un annuncio mesi fa), ora è la volta del castello di Castiglioncello Bandini, uno dei manieri più belli, imponenti e prestigiosi della provincia di Grosseto, nel comune di Cinigiano; è in vendita per quasi 5 milioni di euro.

L'annuncio
L’annuncio è comparso online nel sito dell’agenzia Engel & Völkers e in quello di James Edition. È un gioiello di prestigio, in vendita alla stregua di normali proprietà anche se a prezzi stellari. La sua storia figura nel libro “Torri e castelli della provincia di Grosseto pubblicato dall’amministrazione provinciale di Grosseto, a cura di Giuseppe Guerrini, con foto di Bruno Bruchi. «Dominio degli Aldobrandeschi, Castiglioncello Bandini (detto anche di Stribugliano per la relativa vicinanza a Stribugliano, nel comune di Arcidosso) passò sotto il controllo di Ranieri Giamboni, che nel 1231 lo cedette in pugno ai signori di Montorgiali. L’anno successivo Castiglioncello venne ceduto all’abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Dopo diverse vicissitudini divenne proprietà dei Piccolomini-Bandini di Siena».

Interventi e restauri
Il castello subì vari interventi di modifica e restauro, nel’500 e poi tra l’800 e i primi del’900 quando fu ristrutturato in larga parte in stile neomedievale. Fiancheggiato da una torre con coronamento merlato, conta 18 camere da letto, 7 bagni, una superficie di 2.900 metri quadrati, 225 ettari di terreni. Oltre al castello ci sono una chiesetta, un podere e una palazzina. Dalle torri merlate e dai terrazzi si gode di uno spettacolare panorama: il mare che si tinge d’oro al tramonto, le vallate, le dolci colline e il Monte Amiata. «Grazie alle mura in ottime condizioni il castello colpisce per la sua maestosità. Internamente, invece, va ristrutturato», è scritto nell’annuncio dell’agenzia. È composto da 6 livelli (seminterrato, piano terreno, piano rialzato, piano primo, piano sottotetto, torre merlata) e diviso in oltre 44 stanze: cucine, saloni con grandi camini d’epoca, camere da letto. C’è pure un’ampia sala da ballo affrescata.
 

Come è fatto e l'ipotesi hotel di lusso

La corte con pavimentazione è originale del 1200, c’è un rigoglioso giardino. Il terreno comprende vigneto, bosco ceduo, pascolo e seminativo. L’antico podere in pietra misura 560 metri quadrati e conta 17 locali; la chiesa, restaurata nel 2002, risale al 1600; la palazzina include un appartamento di circa 111 metro quadrato al primo piano e un locale commerciale ristrutturato. Insomma, un bene pregiatissimo. Ma quale potrebbe essere il target? La domanda è pertinente per questo come per altri beni simili, castelli in vendita di cui Il Tirreno ha parlato in questi mesi. Certamente si tratta di un mercato di nicchia, ma per nulla defunto. In questo caso anzi, come l’agenzia suggerisce nell’annuncio, «questo è un luogo perfetto dove rifugiarsi, fare passeggiare nei boschi, girare in bici o a cavallo, nonché praticare sport invernali», ma è anche un’ottima opportunità d’investimento. «Le proprietà possono trasformarsi in una residenza privata di pregio o dar vita a diversi business di successo. Il castello e gli altri immobili possono diventare un hotel di lusso dal gusto rustic-chic, perfetto per ospitare tra le altre cose “destination wedding”, approfittando del fatto che la Toscana è la prima location scelta dagli sposi stranieri». Vedremo con il tempo se per la Maremma dei castelli potrà costruirsi un mercato simile; la potenziale clientela è perlopiù straniera. Il castello è figurato in passato tra le mete del Fai e nel 2004 è finito al centro delle cronache. A tenere banco fu un procedura di sfratto con procedura d’urgenza, che il tribunale di Grosseto aveva intentato nei confronti della cooperativa che lo occupava.

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