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Grosseto, muore a 35 anni per una malattia: «Hai lasciato un grande vuoto»


	<strong>&nbsp;Luca Citterio, morto a 35 anni per una malattia</strong>
 Luca Citterio, morto a 35 anni per una malattia

Dipendente di Netspring, Luca Citterio è venuto a mancare per una malattia fulminante: il ricordo dei colleghi

28 marzo 2024
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GROSSETO. Aveva solo 35 anni. Luca Citterio, dipendente di Netspring, è morto per una malattia fulminante. «Ciao Luca, sei stato un collega e un amico sempre presente. Ancora increduli ci stringiamo con un grande abbraccio alla famiglia e a Carolina. Ci mancheranno la tua correttezza, la tua professionalità, l’infinita disponibilità e quella tua grande precisione spesso oggetto di scherzi e risate. Hai lasciato un grande vuoto in azienda e nei nostri cuori».

A salutarlo sono tutti i colleghi di NetSpring, l’azienda per la quale Luca lavorava con passione e dedizione totali da quattro anni.

Luca avrebbe compiuto 36 anni a giugno e poco più di due mesi fa era stato colpito da un tumore aggressivo. Originario di Milano, era approdato in Maremma da una decina d’anni, era rimasto affascinato da questa terra dove aveva deciso di vivere e lavorare. In passato aveva trovato impiego in un’azienda vitivinicola, poi aveva vinto un concorso con Netspring, la società a partecipazione pubblica che gestisce l’innovazione del sistema informatico per la provincia di Grosseto e per la rete dei Comuni che ne fanno parte. Nel 2020 era entrato come dipendente, facendosi valere sul lavoro e guadagnandosi l’affetto e la stima dei colleghi.

«Era un tecnico sistemista, lavorava con le installazioni di videosorveglianza e i sistemi di rete di tutta la provincia», non solo del comune capoluogo; si muoveva nell’intero territorio maremmano, per conto dei comuni soci e delle comunità montane. Tra le altre cose «era bravissimo – lo ricordano i colleghi – un lavoratore dotato di grande precisione, molto serio e professionale. Grande lavoratore, persona calma e piacevolissima».

In tempi recenti si era comprato una casa a Rispescia, dove viveva con la sua compagna di vita Carolina. Purtroppo la diagnosi della sua malattia – arrivata come un fulmine a ciel sereno, implacabile e fulminante da pochissimi mesi – aveva certificato una situazione grave, di fatto incurabile. Citterio aveva comunque tentato tutte le terapie.

Da un paio di mesi aveva dovuto smettere di lavorare per dedicarsi a se stesso. «La settimana scorsa era anche venuto a trovarci in azienda, era passato a fare un saluto». In pochi potevano immaginare che la situazione sarebbe evoluta così tragicamente e in così poco tempo.

Il corpo da oggi riposa alla camera mortuaria della Casa funeraria Rocchi, vicino al cimitero di Sterpeto. Poi sarà portato a Milano dalla famiglia, dove sarà tenuta la cerimonia funebre. 

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