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Santa Fiora, l’albergo abbandonato da generazioni si trasforma nel paradiso delle startup

Santa Fiora, l’albergo abbandonato da generazioni si trasforma nel paradiso delle startup

Si alza il sipario sul suo futuro digitale grazie a un investimento superiore ai 3,5 milioni

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SANTA FIORA. Prende forma nella frazione di Bagnolo il progetto dell’amministrazione comunale per trasformare l’ex albergo del Pratuccio in una “Cittadella del lavoro” in grado di fornire servizi all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, alle imprese e ai lavoratori, diventando un polo attrattivo per aziende che decidono di delocalizzare, per start up e liberi professionisti, ai quali vengono messi a disposizione spazi di lavoro o di coworking.

Un investimento che, solo per la ristrutturazione dei locali (senza considerare l’acquisto dell’immobile) supera i 3,5 milioni di euro.

I lavori del primo lotto per 1,8 milioni, attualmente in corso, sono stati in parte coperti con finanziamento regionale e fondi Gse per riqualificazione energetica. Questa ristrutturazione riguarda l’ex dependance dell’albergo, lato Provinciale davanti al Molino Bellini: questo immobile si sta trasformando nella struttura principale della nuova Cittadella, con al piano terra l’ingresso, l’area bar aperta anche all’esterno (a servizio del centro abitato) e una serie di postazioni di lavoro e uffici. Il piano superiore sarà dedicato interamente agli uffici. Ci sarà anche un seminterrato con due sale riunioni e una formazione.

I lavori del secondo lotto partiranno a inizio del nuovo anno, con un investimento ulteriore di 1,7 milioni finanziati dal Pnrr (il Comune ha vinto il “Bando Borghi”) e riguarderanno l’immobile dell’ex albergo, che sarà abbattuto e ricostruito in maniera molto diversa e più compatibile con l’ambiente: sarà una struttura a un piano, in modo da lasciare vedere dal parco soprastante il parco pubblico del Pratuccio, salvo un piccolo secondo piano nella parte a monte. I due parchi saranno collegati da una scalinata. Al piano terra uffici, laboratori e il magazzino, al piano superiore il centro direzionale e una piccola foresteria con due camere e cucina. Il collegamento tra i diversi immobili sarà costituito da aree verdi: il progetto prevede la riqualificazione del parco e gli edifici avranno ampie vetrate.

Il progetto architettonico è stato curato dagli architetti Francesco Nicolai, Matteo Romanelli e Marco Petrangeli.

«Santa Fiora Smart Village nasce prima della pandemia, quando abbiamo iniziato a lavorare per portare in paese la fibra ottica e ci siamo riproposti di sfruttare questa opportunità puntando sul lavoro delocalizzabile», premette il sindaco Federico Balocchi.

Il primo cittadino ricorda la notevole tradizione imprenditoriale dell’Amiata «che è importante difendere e tutelare, ma ci sono opportunità di sviluppo legate alla delocalizzazione delle imprese provenienti da fuori che potrebbero trovare economicamente vantaggioso investire nel nostro comune. La Cittadella del lavoro – spiega – è stato pensata anche come incubatore di imprese innovative e polo dello smart working. La pandemia ha dato una spinta decisiva all’utilizzo delle tecnologie informatiche, dimostrando che la nostra visione era corretta».

Cuore del progetto è attrarre nuove imprese che scelgono di delocalizzare.

«Sono convinto che il Polo del Pratuccio potrà diventare modello anche per altre realtà simili alla nostra e che questa sia l’unica possibile via per contrastare il graduale spopolamento e trattenere e attrarre giovani competenti», ribadisce Balocchi, che torna a proporre il borgo come un’alternativa alla città: «Ci sono tante persone che vivono nei grandi agglomerati urbani per scelta, ma tante altre lo fanno perché sono costrette dalla professione che svolgono. A Santa Fiora – spiega – vogliamo creare i presupposti per garantire le stesse opportunità della città ma con condizioni di lavoro e di vita migliori e a costi più bassi per vivere e fare impresa. Ecco perché il Comune ha acquistato l’ex complesso alberghiero del Pratuccio, con l’obiettivo di trasformarlo nel cuore pulsante delle attività, incubatore di giovani imprese, polo dello smart working».

Ci sono già diverse imprese che hanno manifestato il loro interesse a insediarsi nella struttura, che quindi già dall’inizio sarà occupata da decine di giovani lavoratori. Ma «altre importanti realtà imprenditoriali stanno valutando», svela il sindaco, che infine anticipa: «A breve faremo un incontro pubblico destinato alle imprese per far conoscere la struttura, gli spazi interni e spiegare come sarà possibile fare domanda per insediarsi qua».


 

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