Il Tirreno

Grosseto

Il colpo di scena

Grosseto, litigio finito in tragedia: servono nuovi accertamenti sulla morte di Ivo Tamantini

di Pierluigi Sposato
I consulenti della difesa, Paride Minervini e Marco Di Paolo, e Alessandro Boccagna l’imputato
I consulenti della difesa, Paride Minervini e Marco Di Paolo, e Alessandro Boccagna l’imputato

Omicidio preterintenzionale, saranno sentiti altri esperti: la decisione della Corte di assise su quanto accaduto nel luglio del 2020

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GROSSETO. Colpo di scena. Il processo per la morte di Ivo Tamantini non può essere ancora considerarsi concluso: servono altri accertamenti. Lo ha deciso la Corte di assise presieduta da Laura Di Girolamo (a latere Marco Bilisari) al termine dell’udienza di ieri, nella quale sono stati ascoltati consulenti e periti, sia dell’accusa, sia della difesa di Alessandro Boccagna imputato di omicidio preterintenzionale per le conseguenze della lite del 23 luglio 2020 in via Dogana.

Tre i punti: le riprese delle telecamere di videosorveglianza (e alla prossima udienza sarà dato incarico ai Ris, cui sarà precisato il quesito); cosa è avvenuto in ospedale quando Boccagna andò a farsi refertare (dovranno essere sentiti medico e radiologo); la verifica di cosa si può realmente vedere dal punto di osservazione indicato dal testimone che aveva detto di aver visto l’imputato colpire la vittima. La decisione è stata presa dopo quasi un’ora di camera di consiglio.

«Non ho trovato cancellazioni nel video che riprende la scena dell’aggressione», dice il consulente informatico forense della Procura, Luca Cadonici, chiamato a esaminare le schede sequestrate dalla polizia di stato subito dopo l’aggressione. Lo dice dopo aver visionato le registrazioni delle due telecamere di sorveglianza di cui era dotata l’abitazione di Boccagna. E in aula viene mostrata, al pc, una parte del video, proiettato più tardi su uno schermo apposito anche dal consulente della difesa.

Lo dice e lo ripete anche quando incalzato dalle domande delle parti e della stessa presidente: «Il file è perfettamente incastrato negli altri». Ma perché queste domande? Perché c’è un buco temporale nelle riprese, che terminano alle 7,39 – quando una parte dell’aggressione è già iniziata – e riprendono alle 7,47 – quanto tutto è finito. Otto minuti clou, che sarebbero decisivi per stabilire oggettivamente, al di là delle testimonianze, la dinamica e attribuire le responsabilità. Ma c’è il modo per cancellare i contenuti della scheda? «Dalla app si può solamente reinizializzare, cioè formattare. La cancellazione di un singolo filmato è possibile solamente dal cloud». E il “buco” temporale? «Potrebbe dipendere da un difetto dell’orologio interno». La moglie di Boccagna dice in un’intercettazione: «Non ci hanno capito niente, io dalla mia app ho cancellato»: è possibile, insiste la presidente? «Non sono un esperto di telecamere», risponde Cadonici.

Il video viene proiettato, sezionato, zoomato, rallentato, dal consulente della difesa, Paride Minervini. Il quale concorda con Cadonici: «non ci sono state alterazioni». Ma Minervini analizza nelle oltre cento slide del suo power point anche la scena, le testimonianze, le posizioni. Fa vedere Tamantini che entra nel cancello per raggiungere la sua proprietà e Boccagna che lo raggiunge e poi chiude il cancello con la sinistra mentre con la destra impugna il cellulare. Si vede la zappa muoversi nell’aria, dietro al cancello che impedisce la visuale completa: «la zappa si muove sempre da sinistra verso destra» dice Minervini, intendendo che a sinistra c’era Tamantini e a destra Boccagna. Il consulente contesta poi il testimone che aveva spiegato di aver visto Boccagna aggredire Tamantini, soprattutto dopo aver misurato la distanza dalla quale aveva assistito: 67,5 metri e non i 40-50 detti dal teste in aula.

Il pm Salvatore Ferraro fa notare che la ricostruzione del consulente risale all’11 aprile, mentre l’episodio è del 27 luglio, con posizione e altezza del sole del tutto differenti; e chiede poi come fa a essere sicuro che i due siano rimasti sempre nelle rispettive posizioni («Non ho elementi» è la risposta). Anche l’avvocato Carlo Valle, parte civile per i familiari di Tamantini, insiste sui particolari della ricostruzione, chiedendone i presupposti, ma anche sulla produzione delle ferite, sulla zappa, sul prima e sul dopo, sulla presenza di alberi.

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