Appalti irregolari e corruzione: l’interrogatorio di Martielli
Agli arresti domiciliari, sarà ascoltato in Tribunale dal gip Compagnucci
GROSSETO. Sarà interrogato questa mattina dal giudice delle indagini preliminari, per rogatoria, l’ufficiale dell’Aeronautica militare posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti commessi nell’esecuzione di alcuni lavori in provincia di Roma.
Il maggiore Antonio Vito Martielli, 40 anni, in Maremma da poco più di un anno e mezzo, deve rispondere secondo la Procura di Velletri delle ipotesi di corruzione, turbata libertà degli incanti e falso ideologico. A Martielli, che è ingegnere, laureato all’Accademia di Pozzuoli, sono contestati episodi risalenti al periodo 2020-2021, quando era in forza al reparto 2° Genio dell’Am; dopo essere stato in missione in Afghanistan, è stato poi destinato a Grosseto.
L’ipotesi di corruzione è collegata alla ricostruzione di uno sconto pari al 25 per cento nell’importo dei lavori eseguiti in una villetta riconducibile alla figlia di un generale, cioè con l’esecuzione di alcune opere gratuite; la turbativa d’asta ad altri lavori, eseguiti tra Pratica di Mare e Ciampino; il falso ideologico all’attestazione di una data di esecuzione dei lavori differente rispetto a quella reale. Martielli, che avrebbe commesso i reati in concorso, non era il direttore dei lavori ma l’ufficiale che aveva vistato la documentazione che gli era stata sottoposta e che era stata redatta dai responsabili.
Questa mattina, di fronte al giudice Sergio Compagnucci, Martielli potrà esporre le sue ragioni. È assistito dagli avvocati Antonio Senatore e Riccardo Lottini, che hanno già presentato richiesta di riesame a Roma per chiedere l’annullamento della misura cautelare chiesta al pm Giuseppe Travaglini (e dal procuratore capo Giancarlo Amato) e disposta dal gip Gilberto Muscolo.
La maxioperazione che riguarda gli appalti ritenuti truccati ha comportato l’emissione di 14 ordinanze di custodia cautelare, con dieci ordinanze che impongono l’obbligo di dimora e con 15 avvisi di conclusione indagine ad altrettanti indagati. Complessivamente, dodici militari e dodici civili, tra cui titolari e dipendenti di ditte operanti nel settore edile. Gli accertamenti sono stati condotti dalla Compagnia carabinieri polizia militare Am di Roma Ciampino. Sono stati 49 gli appalti esaminati dagli investigatori, relativi a lavori eseguiti in basi militari del Lazio e della Campania. L’ammontare dei lavori è pari a circa tre milioni di euro. Una serie di accertamenti interni, fatti svolgere dallo Stato maggiore, aveva fatto luce sui comportamenti adesso oggetto del fascicolo penale.
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