Il mistero del cadavere a Gorgona. Si attende la verità dall’autopsia
Forse oggi sarà affidato l’incarico. Un’ipotesi è che sia Anna Claudia Cartoni
LIVORNO. Saranno probabilmente gli esiti degli esami a cui sarà sottoposta la salma a fare chiarezza sul sesso e sull’età della vittima. Perché per adesso il cadavere recuperato domenica pomeriggio al largo dell’isola di Gorgona è ancora avvolto dal mistero.
Nulla di più si sa sull’identità della vittima. Né sull’età o sul sesso. Anche perché il corpo, trovato in stato di decomposizione, è rimasto in acqua per diverso tempo, forse quattro mesi. E il suo stato di decomposizione, oltre a rendere complicata la formulazione di ipotesi, richiede esami più approfonditi.
Dunque nei prossimi giorni, con ogni probabilità oggi, la sostituto procuratore di Livorno Ezia Mancusi, che coordina le indagini, disporrà l’autopsia e darà l’incarico al medico legale per effettuare una serie di esami sulla salma, compreso quello del dna. Il cadavere, lo ricordiamo, è stato recuperato domenica pomeriggio dai militari della guardia costiera insieme al nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco dopo la segnalazione arrivata da due diportisti.
I due l’hanno avvistato in acqua a testa in giù. A circa sette miglia dalla Meloria. Addosso non aveva nessun segno distintivo. E nessun indumento, a parte una t-shirt bianca.
Oltre all’autopsia e all’analisi del dna, l’indagine si concentra anche sulle persone scomparse negli ultimi mesi, forse anni.
Tra le ipotesi circola anche quella di Anna Claudia Cartoni, la donna rimasta coinvolta lo scorso 23 luglio nel tragico incidente in mare fra una barca a vela e un motoscafo al largo di Monte Argentario.
Caduta in acqua dopo lo scontro, il suo corpo purtroppo non è mai stato trovato, nonostante ricerche anche molto approfondite e che hanno scandagliato i fondali grazie a un sofisticato robot, in grado di inabissarsi anche a 100 metri di profondità.
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