Dopo i mufloni via il fico «È una pianta infestante, soffoca quelle autoctone»
ISOLA DEL GIGLIO. Dopo i mufloni, dall’isola del Giglio spariranno anche le piante di fico degli Ottentotti. Dalle scogliere di Capel Rosso non si vedranno più le estese fioriture dei fiori fucsia che a secoli caratterizzano le scogliere gigliesi. Il motivo? Il fico degli Otentotti è una pianta non autoctona e infestante che distrugge le specie che garantiscono la biodiversità sull’isola. A dire il vero, su alcuni lati dell’isola il Caprobrotus, questo il nome scientifico della pianta, resterà mentre in alcuni versanti scomparirà per sempre. Si chiama progetto “Life LetsGo Giglio” ed è promosso dall’ente Parco. «Il nostro obiettivo – spiega Giampiero Sammuri presidente di Federparchi – è quello di tutelare la biodiversità dell’isola e il fico degli Ottentotti è una pianta infestante che soffoca le piante autoctone dell’isola che rischiano di scomparire». Si tratta, perciò, di un intervento finalizzato alla tutela di alcuni degli habitat più importanti che sono presenti sull’isola e che sono protetti a livello europeo. Il fico degli Ottentotti è una specie invasiva di origine sudafricana, portata al Giglio alla fine dell’800 e che niente ha a che vedere con la flora originaria dell’isola, presente da centinaia di migliaia di anni se non milioni. Al Giglio è presente una specie (Limonium sommierianum) che è un endemismo esclusivo, ovvero vive soltanto qui, a Giannutri e Montecristo. Ed è la specie più minacciata dal fico degli Ottentotti perché cresce esclusivamente sulle scogliere a poca distanza dal mare. Dove questa pianta invasiva forma tappeti densi non c’è spazio per nessuna altra specie, soprattutto per quelle di maggiore interesse conservazionistico perché diventate rare come Senecio cineraria, Limonium sommierianum e Artemisia arborescens. «Il fico degli Ottentotti – spiega il progettista dell’intervento Michele Giunti – cambia il chimismo del suolo, ovvero modifica la natura nel suolo rendendo impossibile la germinazione dei semi di altre specie. Tanto maggiore è la presenza del Fico e tanto minore sarà quella delle altre specie. Queste cose sono dimostrate a livello scientifico e sono inconfutabili. Tanto è vero che interventi come questo vengono eseguiti in tutto il mondo, dal momento che questa specie è stata diffusa ovunque e lasciata crescere senza controllo». Come sarà rimosso il fico? Le piante saranno tagliate e lasciato ad essiccare al sole oppure coperto con dei teli. Teli che non sarebbero, secondo alcuni gigliesi, un bel vedere. «Riguardo ai teli, – dice sempre il progettista – questi non copriranno superfici estese ma saranno molto localizzati. La tecnica di rimozione prevede infatti che il materiale, estirpato esclusivamente a mano, venga accumulato in aree circoscritte di alcuni metri quadri che saranno coperti temporaneamente da teli scuri anti-alga che permetteranno il disseccamento del materiale vegetale. Non ci saranno quindi distese di teli a Capel Rosso, ma soltanto singoli mucchi coperti. In molti casi non si procederà neppure con la copertura ma il materiale estirpato sarà semplicemente depositato sui liscioni granitici lasciandolo seccare al sole. Saranno necessari più ripassi nel corso dei prossimi anni per togliere le piante che saranno ricresciute dai semi presenti al suolo». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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