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il saluto commosso con mario 

Emozione e lacrime vere di Ceri «La serie C è un bagno di sangue»

P. F.
Emozione e lacrime vere di Ceri «La serie C è un bagno di sangue»

31 dicembre 2021
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GROSSETO. Sono lacrime vere quelle di Simone Ceri che insieme a Mario Ceri ieri pomeriggio hanno indetto una conferenza stampa, nella sede di Uscita di Sicurezza, per spiegare i motivi della cessione della società al gruppo Di Matteo.

Solo chi conosce bene Simone può capire che in quelle lacrime c’è tutto. Il dispiacere verso il suo popolo, prima di tutto, per quel progetto che davvero sperava possibile, ma che assieme a Mario racconterà perché alla fine è naufragato, su scogli molto più grandi di quanto si potesse immaginare. Una giornata paragonata da Simone alla perdita di un figlio. «Innanzi tutto – racconta l’ormai ex vice presidente del Grifone – voglio salutare e ringraziare i tifosi per questi anni passati insieme e per averci sempre sostenuti. Voglio che sappiano che per noi non è stata una scelta, ma un obbligo. La Lega Pro non è roba che fa per noi, sia dal punto di vista ambientale che economico. È stato il nostro commercialista ad allarmarci, quando ci ha messo davanti i conti, con perdite di 400mila euro per il primo anno e di altri 200mila per quello in corso. Ci siamo dovuti fermare e cedere, anche se col cuore avremmo voluto ben altro. Purtroppo, il nostro sogno si è schiantato proprio dove avevo sempre temuto che si schiantasse, in una categoria che è un bagno di sangue per noi. Non siamo stati neanche fortunati, perché la prima stagione in C, tra spese per il Covid e riduzione dei contributi sul minutaggio, per noi ha significato una vera mazzata. Poi, nei professionisti, il centro sportivo va messo a bilancio e questo ha creato un altro dissesto che se ci fossimo ostinati ad andare avanti avrebbe rischiato di mettere a repentaglio la nostra azienda e di non poter più iscrivere la squadra al prossimo campionato. Col senno di poi, vi dico che quella promozione in Lega Pro è stato l’inizio della fine. Ci siamo arrivati troppo presto. Chiudiamo una parentesi breve ma intensa, ricca di soddisfazioni, non ultima la vittoria del derby a Siena dopo 44 anni. Non so se resterò dentro la nuova società, intanto però metterò da parte qualche soldo e chissà che un domani non si riparta insieme dall’Eccellenza... Le contestazioni alla nuova società? Spero che i tifosi si sbaglino e che davvero Di Matteo riporti il Grosseto in serie B».

Più posato l’ex presidente, Mario Ceri, anche se non meno dispiaciuto: «Fosse stato per noi non avremmo mai venduto, purtroppo è stata una scelta obbligata. Noi più che controllare e verificare tutte le credenziali dei nuovi acquirenti non potevamo fare e il gruppo Di Matteo a noi è risultato a posto. Per cui non possiamo che sperare e augurare loro di riuscire a fare il meglio possibile per il Grosseto calcio. Dopo di che, siamo profondamente dispiaciuti, ma andare avanti avrebbe significato per noi un problema enorme. La nuova società sembra avere buone intenzioni e per quello che potremo, come soci di minoranza, saremo ben disponibili per ogni tipo di consiglio. Sappiamo che vogliono subito rinforzare la squadra e portarla alla salvezza e di questo ne saremmo contenti. Forse, come dice Simone, siamo cresciuti troppo in fretta rispetto ai programmi. Di Fatto, i costi della Lega Pro sono diventati per noi insostenibili. Chi compra sembra avere entusiasmo e voglia di far bene, speriamo sia davvero così».

Infine i ringraziamenti ai collaboratori più preziosi, come Massimo Tassi, Massimo Angelucci, Roberto Bongini e Riccardo Ciani.

P. F.

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