Il caso choc
Zona Poggione, collaudi al palo Disagi (e spiragli) per 35 famiglie
Neoproprietari costretti ad attingere acqua e luce dal cantiere: giovedì scorso sospesa l’erogazione idrica. A fine settimana, però, il sopralluogo risolutivo
grosseto
Il problema non è nuovo a Grosseto. Si costruisce un nuovo quartiere con una nuova lottizzazione, ma il collaudo delle opere di urbanizzazione tarda ad arrivare. E a rimetterci sono i neoproprietari, che intanto ottengono l’autorizzazione ad abitare nelle loro case nuove di zecca, ma per acqua e luce devono arrangiarsi con quelle di cantiere. Finché non succede qualche intoppo.
È il caso di trentacinque famiglie che abitano in via Brasile, al Poggione, periferia est di Grosseto tra il fosso Molla e via del Commendone, alla sinistra di via Senese (andando verso Roselle), una zona in via di realizzazione da parte dell’omonimo consorzio.
Il progetto, firmato dall’ingegnere Leo Falciani, risale al 2009; dell’anno successivo è la costituzione del Consorzio Poggione, che conta oltre trenta proprietari, presieduto da Daniele Capecchi, titolare del ristorante Bora Bora. Ventiquattro i lotti previsti, palazzine a due piani, per un totale di 24mila metri quadrati, il progetto prevede anche il raddoppio della Senese con la realizzazione di due rotatorie (opere di urbanizzazione esterne all’abitato, ad oggi non ancora realizzate).
A dieci anni di distanza di 24 lotti – spiega l’ingegner Falciani – sono 15-16 quelli completati o in corso di costruzione. Nel frattempo, man mano che le case venivano realizzate, il Comune ha concesso l’abitabilità e 35 famiglie vi si sono trasferite.
Manca però ancora il collaudo, da parte del Comune, delle opere di urbanizzazione “interne”, vale a dire la rete fognaria, la rete idrica, gli impianti elettrici, i lampioni, passaggio necessario perché gli abitanti possano stipulare contratti di fornitura di acqua o luce con le rispettive compagnie.
Ebbene, giovedì scorso improvvisamente le conseguenze di questa situazione si sono fatte sentire. «Negli ultimi giorni – dicono alcuni abitanti – la situazione delle famiglie è diventata insostenibile per la chiusura da parte dell’Acquedotto del Fiora della condotta del Consorzio il Poggione che è dislocata in tutta la via Brasile. Pertanto, famiglie con bambini e persone fragili e anziani sono rimaste senza acqua». Il motivo? «Alcuni soci del Consorzio non hanno versato le somme per pagare le bollette della fornitura, creando un disservizio nonché un disagio sociale alle famiglie che abitano in questa via Brasile».
La prima rata delle bollette verrà saldata stamani, spiega Falciani, che giovedì si era subito mosso per far riallacciare la fornitura, ripristinata l’indomani da Acquedotto del Fiora.
Resta il fatto che l’intoppo non si sarebbe verificato se ogni proprietario avesse già avuto la sua utenza. Ma cosa lo impedisce? Spiega Falciani che la comunicazione al Comune della fine dei lavori risale al 27 maggio, fatta via Pec. Una volta ricevuta la comunicazione, il Comune nomina un collaudatore, in questo caso l’architetto Michele Basta. Il 25 settembre è stata fissata la data per il sopralluogo: il 2 ottobre. Da quel momento ci sono 6 mesi di tempo per completare la procedura.
«Comprendo il disagio di chi ha comprato casa – dice l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale – ma se c’era un’urgenza particolare per gli allacci, il Consorzio poteva presentare una richiesta di presa in carico anticipata, che è un semplice verbale. Mi auguro ora che il collaudo vada bene». —
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