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Grosseto

follonica 

«Guardate avanti, superate i conflitti Questa città è fatta di gente perbene»

Michele Nannini
«Guardate avanti, superate i conflitti Questa città è fatta di gente perbene»

Tortorella si congeda dopo i 9 mesi di commissariamento «Piano e io ci portiamo dietro un’esperienza profonda» 

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FOLLONICA

Una parentesi durata nove mesi. Il tempo necessario per partorire il nuovo sindaco, durante il quale i follonichesi hanno imparato a conoscere da vicino la figura del commissario prefettizio, fino a ieri solo un concetto da studiare sui libri di diritto ma che adesso tutti hanno ben fissato in testa.

A guidare Follonica in questo lungo ed anomalo intervallo è stato Alessandro Tortorella, vice prefetto di Grosseto che è partito con l’obiettivo di garantire “l’ordinaria amministrazione” ma che poi si è ritrovato a gestire un periodo unico non solo della città ma dell’intera storia contemporanea. «Devo ringraziare Alessandro Tortorella e Francesco Piano – le parole di Andrea Benini nel salutare commissario e subcommissario – hanno portato avanti la struttura comunale in questi mesi intensi, difficili, complessi, inediti ed inaspettati. Non è stato facile gestire quello che è capitato non solo a Follonica ma in tutto il mondo, il periodo commissariale che doveva durare due mesi è diventato ben altro, si sono dovuti misurare con una realtà difficile da amministrare sia nel lockdown che nella successiva riapertura». Di certo per Tortorella è stato un commissariamento ben diverso da quello che tutti si aspettavano. «Già l’intervento del commissario prefettizio è un provvedimento fuori dall’ordinario – spiega lo stesso Tortorella – quest’anno con l’emergenza Covid è stato un commissariamento del tutto inedito ed inaspettato che ha avuto prima una fase di lock down e poi la tanto attesa riapertura; proprio per questo in maniera anche simpatica ho coniato lo slogan “Follonica riparte” per dare un messaggio concreto al di là delle delibere, come le agevolazioni fiscali sulla Tari, sul suolo pubblico, i provvedimenti sulle concessioni balneari: era un modo per invitare la città ed i suoi abitanti a rimboccarsi le maniche ed a ripartire. Mi porto dietro l’esperienza di una città fantastica: io e Piano ci siamo innamorati di Follonica perché l’abbiamo vissuta in maniera profonda nonostante il momento molto particolare e che speriamo non si ripeta mai più da nessuna parte; prima del lockdown abbiamo conosciuto la città sotto un profilo più normale, dopo l’emergenza dello scorso inverno abbiamo invece scoperto quelle che sono le particolarità e le criticità di una città di mare che vive soprattutto grazie al turismo balneare e che magari dovrà puntare in futuro anche ad un turismo non solo estivo. Follonica è una città fatta di gente per bene, con un grande senso civico e sociale, persone disponibili al dialogo che hanno apprezzato anche la risposta pratica e concreta che la struttura commissariale ha dato alle necessità emerse in questi mesi. È il mio modo di lavorare, cercare di essere pratico e conclusivo e non tirare troppo le situazioni per le lunghe».

Cosa rimane? «Un bagaglio importante di esperienze umane e personali, il lockdown e la successiva ripartenza hanno segnato profondamente tutti noi, ognuno nel suo piccolo, e come commissario ho cercato di farmi carico di ogni problema». Tortorella infine si congeda dalla città e dai suoi abitanti con un invito: «Guardate avanti, superate le conflittualità esistenti che possono essere risolte, cercate di ridurre dove possibile le zone d’ombra che Follonica, come tutte le città di queste dimensioni, si porta dietro: non bisogna mettere la testa sotto la sabbia, la comunità è fatta di cittadini consapevoli, di imprenditori che vogliono lavorare e che vogliono crescere, di un settore turistico e culturale molto vivace. Follonica non merita di avere situazioni complicate, siate orgogliosi di essere follonichesi perché lo meritate: da parte mia ringrazio i cittadini per la collaborazione fornita in questo periodo e perdonatemi se non ho potuto soddisfare come avrei voluto le esigenze di tutti». —

Michele Nannini

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