Il Tirreno

Grosseto

Gli ex prefetti di Grosseto, memoria storica

In città per i 90 anni del palazzo del governo, hanno raccontato i momenti cruciali della Maremma

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GROSSETO. L’evento celebrativo organizzato dalla Prefettura per il novantesimo anniversario del palazzo del governo si snoda sul filo della memoria.

Dopo l’accattivante introduzione di Giuliano Amato e l’intervento di concreta sintesi, con il forte richiamo alla terzietà dei Prefetti a garanzia del sistema democratico di Marco Minniti, ministro «pro tempore», come ama definirsi, dell’Interno, prendono la parola i prefetti che, dal 1993 ad oggi, hanno rivestito il ruolo nella provincia di Grosseto.

Apre Anna Maria D’Ascenzo, prima donna in Italia, a dirigere una prefettura. A seguire Giuseppe Amoroso, Giuseppina Di Rosa, Giuseppe Linardi, Marco Valentini, Anna Maria Manzone. È la memoria dei prefetti. Memoria di luoghi, persone, fatti. Memoria storica della gente di Maremma accomunata dal senso di solidarietà che riscopre dinanzi alle calamità. Non manca l’emozione mentre scorrono i ricordi.

Forti, a volte drammatiche, le vicende che hanno coinvolto la realtà grossetana e che queste donne e questi uomini, rappresentanti dello Stato sul territorio si sono trovati ad affrontare insieme alla gente di Maremma. Gente di poche parole e dai modi asciutti. Rude, un po’ tignosa. Gente che ha dovuto giocarsela la vita e che a lungo ha maledetto quella terra amara dalla quale tuttavia traeva una qualche forma di sostentamento.

Nella tragedia, i maremmani sono uno a fianco dell’altro. Si scoprono comunità, si rimboccano le maniche e prestano aiuto. Solidali, competenti, collaborativi con le Istituzioni.

«Una terra attiva che sa affrontare con forza le avversità» definiscono così la Maremma, praticamente all’unanimità, i prefetti. È andata in questo modo per l’ondata migratoria che ha visto arrivare sul territorio grossetano, in una volta sola, circa mille albanesi. Come anche, nella grave crisi economica del 2008 che conosce l’impegno e la lotta degli imprenditori maremmani per la difesa dei loro marchi. Ed ancora il tragico naufragio con 32 vittime tra passeggeri ed equipaggio, della Costa Concordia la nave da crociera con 4mila persone a bordo. Ed il dramma dell’alluvione del 2012 con la devastazione e le perdite umane nella zona di Albinia, a sud della provincia. Ma anche l’inaugurazione del nuovo arredo urbano nella zona della laguna di Orbetello; la riapertura del Museo archeologico e d’arte della Maremma; l’allestimento del Museo diocesano di arte sacra; l’apertura dello scalo civile dell’Aeroporto di Grosseto; l’attivazione della sede dell’Università di Siena; il riconoscimento della Fondazione Grosseto Cultura.

Il 2014 vede la straordinaria operazione di rimozione e partenza, dall’Isola del Giglio, del relitto della Costa Concordia. Nel 2016 la celebrazione per il 70º anniversario della fondazione della Repubblica Italiana e l’incontro, voluto fortemente dal prefetto, con le donne che, nel 1946, votarono per la prima volta. Il ricordo passa davanti agli occhi ed è già storia.

Vanna Francesca Bertoncelli

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