Il Tirreno

Grosseto

Siamo sempre più vecchi E i borghi si spopolano

di Gabriele Baldanzi
Siamo sempre più vecchi E i borghi si spopolano

Nuovi dati dalla Camera di Commercio: ogni 100 adolescenti, 230 anziani over 65 Se si va avanti così, i piccoli centri spariranno e Castell’Azzara è già a rischio

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GROSSETO. Più morti che nati, un flusso migratorio insufficiente a colmare il gap che arriva dal saldo naturale, popolazione strutturalmente anziana e riduzione del numero medio di componenti per famiglia. È questo, in estrema sintesi, il quadro dei dati presentati ieri nel rapporto sulla popolazione residente dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, numeri relativi alla provincia di Grosseto, che rappresentano un utile supporto integrativo per la conoscenza del contesto sociale e della sua evoluzione, soprattutto per chi è chiamato ad adottare scelte politiche le cui conseguenze si ripercuoteranno negli anni futuri.

Siamo pochi e vecchi. Per il 2015 le cifre Istat sulla popolazione residente per sesso ed età, riguardo al territorio grossetano, confermano il calo della popolazione e la tendenza al progressivo invecchiamento. In tutti i comuni le morti superano abbondantemente le nascite. Se il trend non si invertirà a breve, la popolazione indigena di molti piccoli centri sarà destinata a scomparire.

Decrescita. A livello nazionale i residenti risultano in calo dello 0,2% e l’andamento regionale è di pari entità. La popolazione residente in provincia di Grosseto subisce invece un calo più marcato (- 0,4% per cento). Non solo. Nel 2015 il saldo naturale (nascite-morti) risulta negativo per la popolazione grossetana di 1.500 unità, con una decrescita del 6,7 per mille. In tutti i comuni grossetani, senza eccezioni, le morti hanno superato le nascite. Inoltre, in più della metà dei comuni il numero delle morti è più che doppio rispetto a quello delle nascite; addirittura in alcuni casi limite, per esempio Castell’Azzara, il numero delle morti supera di ben 12 volte quello delle nascite.

Migranti. Il saldo migratorio totale porta segno positivo (671 unità, cioè + 3 per mille), superiori stavolta sia alla media regionale che a quella nazionale. Ma non basta a colmare il gap di popolazione derivante dal saldo naturale molto negativo. Per Grosseto il tasso di crescita totale fa registrare un valore pari a -3,7 per mille. Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti in Italia (circa cinque milioni) rappresentavano l’8,3% del totale della popolazione, con un aumento dello 0,2%. Stesso incremento per la Toscana, dove gli stranieri regolari pesano per il 10,6%. Con una crescita dell’1,8% Grosseto ospita poco più di 22.000 stranieri, con una incidenza sul totale della popolazione che sfiora il 10%, un punto e mezzo sopra la media nazionale.

Flussi. Un discorso a parte merita la disparità nella qualità dei flussi migratori, tra quelli in entrata e quelli in uscita. A fronte dell’uscita di giovani italiani con una formazione culturale medio-alta (se non d’eccellenza), per i quali la comunità ha investito tempo e risorse, si registra l’entrata di stranieri poco o nulla formati. Una fotografia confermata anche in Maremma.

L’età. Qui lo studio è stato condotto considerando i residenti nelle due province (Grosseto e Livorno) come un unico insieme. Nel confronto con l’ambito nazionale, nei territori grossetano e livornese si osserva una minore presenza di popolazione residente nelle età fino ai quarant’anni e soprattutto tra 15 e 25 anni; le frequenze delle età vanno di pari passo con il nazionale fino ai 60 anni, mentre dopo questa soglia diventano maggiori. Un indicatore, tra i tanti, sintetizza il progressivo invecchiamento della popolazione: l’indice di vecchiaia. Ebbene, per ogni 100 giovani under 15 gli over 65 anni sono 161 in Italia, 195 in Toscana, 230 in provincia di Grosseto.

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