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cronaca

Il boom dei furbetti: 650 false separazioni per non pagare l’Ici

Coppie fingono la rottura e si intestano due prime case Dal 2009 a oggi l’ufficio tributi ha recuperato 250mila euro


14 febbraio 2013 di Elisabetta Giorgi


GROSSETO. Per qualcuno essere “single” è un affare. Sono sempre più, infatti, i coniugi maremmani che per pagare meno tasse decidono di percorrere la strada della falsa separazione matrimoniale. Il meccanismo è semplice: si chiede una separazione trasformando la seconda casa in abitazione principale, ma restando di fatto una coppia sposata che vive sotto lo stesso tetto e conduce una normale vita familiare. A Marina di Grosseto, per esempio, nel sottile gioco fiscale delle detrazioni e per sottrarsi alla morsa dell’Ici, in molti si sono costruiti una sorta di quoziente familiare fai-da-te: hanno simulato di essere una coppia “scoppiata” e uno dei due ha finto di prendere la residenza a Marina di Grosseto o Principina, intestandola come prima casa, per la quale l’Ici non si pagava.

I dati? Nel 2009 e 2010, tra Marina e Principina, l’ufficio tributi del Comune ha accertato 313 irregolarità sul pagamento dell’Ici, collegate a finte residenze e finte separazioni, recuperando circa 100mila euro. «Ma nel 2011 e 2012 - spiega Nazario Festeggiato, dirigente dell’ufficio tributi del Comune - i controlli sulle incongruenze anagrafiche sono proseguiti anche sul capoluogo, dove sono emerse altrettante, se non più numerose irregolarità: circa 350, per altri 150mila euro recuperati». Facendo due conti, dai controlli Ici tra frazioni balneari e capoluogo, dal 2009 a oggi sono state riscontrate circa 650 anomalie contributive per altrettante “finte separazioni”, che hanno riportato in cassa 250mila euro circa. Il dato non è definitivo, ma sufficiente per tirare le fila di un percorso virtuoso che proprio nel capoluogo ha visto affinare un’arma formidabile - quasi «un osservatorio privilegiato», dice il sindaco - per stanare gli evasori. A lavorare insieme sono stati il Comune (con l’ufficio tributi e la polizia municipale) e la Guardia di Finanza.

In principio furono le località balneari. «È dal 2009 che l’attività del nostro servizio tributi - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - si è concentrata nelle frazioni costiere, Marina e Principina, partendo da lì per il recupero dei tributi locali come Ici, Tarsu, Tosap e imposta comunale sulla pubblicità. Riguardo all’Ici, particolare attenzione è stata posta sulle cosiddette “residenze fittizie”».

Qui l’ufficio ha preso spunto da situazioni poco chiare evidenziate dal 2008 con l’introduzione di un’agevolazione: (l’esenzione Ici sulla prima casa) e ha esaminato tutte quelle estrazioni anagrafiche anomale che mostravano come, per esempio, due coniugi non separati legalmente risultassero residenti in unità immobili “monofamiliari” distinte, con stati di famiglia diversi. Sono partiti riscontri incrociati sui consumi delle utenze domestiche: nella fantomatica “prima casa”, in moltissimi i consumi di luce o gas erano praticamente pari a zero. Decisivo è stato l’aver accertato come, oltre alla “residenza”, non vi fosse una dimora di fatto.

I controlli sono stati migliaia e le posizioni su cui l’ufficio si è inizialmente insospettito dopo aver esaminato l’estrazione anagrafica di coniugi non separati legalmente e che hanno dichiarato di risiedere in appartamenti diversi, sono state 450, poi i dati sono stati scremati. I proprietari sono stati invitati a recarsi negli uffici per chiarimenti “soft”. E alla fine - tra 2009 e 2010 - sono stati individuati 313 casi certi. L’attività sulle residenze fittizie ha trovato consolidamento e ulteriore legittimazione con la sentenza della Corte di cassazione del 15 giugno 2010, numero 14389, con cui sono state sancite le regole da rispettare per usufruire di agevolazioni previste per l’abitazione principale. Intanto il Comune ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza per migliorare l’efficacia ispettiva sulle prestazioni sociali-tributarie agevolate. E non finisce qui.

Il “boom” a Grosseto. Negli ultimi due anni i controlli sono proseguiti nel capoluogo che - in fatto di finte residenze - ha superato le località balneari. «Nel 2011 e 2012 - spiega Festeggiato - il Comune ha notificato altri 350 avvisi a Grosseto, corrispondenti ad altrettante anomalie sulla dichiarazione della prima casa, per un gettito stimabile in circa 150mila euro». In totale - dal 2009 al 2012 - tra Marina, Principina e Grosseto, sono 250mila euro totali per 650 notifiche.

Se Grosseto supera Marina, lo si deve al maggior numero di unità immobiliari. «Ma resta il fatto - conclude Festeggiato - che il fenomeno, inizialmente limitato alle località balneari, si è diffuso anche nel capoluogo e che chi ha due case a Grosseto, o perché mal consigliato, o per ignoranza o furbizia, non appena si affaccia un meccanismo di privilegio ne usufruisce in maniera anomala. Sia chiaro: non vogliamo certo passare come quelli che fanno azioni persecutorie: da parte nostra c’è disponibilità a capire, ma non è pensabile che si rinunci a un importante gettito e non si garantisca equità fiscale». Intanto i controlli proseguono: «sui controlli Ici stiamo rastrellando il 2009; poi passeremo al 2010 e 2011, e tra un anno e al massimo due toccherà all’Imu».

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