Il Tirreno

Grosseto

Il beato Tommaso torna a casa dopo 7 secoli

di Alfredo Faetti

Uno scarlinese appassionato di storia locale ha acquistato una teca con i resti del frate

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Quasi settecento anni dopo, Tommaso di Scarlino torna a casa. Era il 1423 quando l’allora fraticello fiorentino raggiunse il piccolo paese maremmano, facendolo diventare il centro della propria attività spirituale. Qui ha fondato il monastero di San Francesco di Monte Muro, per poi ripartire alla volta dell’Oriente. Alla fine della sua esistenza la Chiesa lo ha proclamato beato e oggi una parte di lui è pronta a tornare a Scarlino.

Merito di Ebay e di  un appassionato storico, Giancarlo Grassi, che ha acquistato una reliquia. «La teca ha la chiusura in vetro soffiato ed è rimasta intatta nel corso del tempo» spiega Grassi. Lo storico e archivista scarlinese particolarmente interessato a tutto ciò che riguarda la realtà locale non ha dubbi sull’originalità del reperto. Così come il Comune e la biblioteca, che informati dell’avvenimento hanno già messo in cantiere alcune iniziative per mostrare al pubblico la reliquia.

La provenienza stessa del sacro oggetto è un sinonimo di garanzia: Grassi l’ha acquistato, al prezzo di neanche cent’euro, da un collezionista di Pistoia, autore di un apposito annuncio su Ebay, il sito per la vendita di materiale nuovo o usato.

Ma come è arrivato l’appassionato scarlinese a quest’annuncio? «Io faccio da tempo molte ricerche sulla storia di Scarlino (di recente Grassi ha pubblicato un libro sulla storia del Casone, ndc) e ultimamente mi sono dedicato a quella dei frati scarlinesi». Così, mettendo nel motore di ricerca tutti i nomi utili a questo scopo, è saltato fuori l’annuncio del pistoiese, dove si legge «bello e particolare reliquiario multiplo epoca 1800».

Infatti, la teca è divisa in due parti. Ha una forma ovale, fatta interamente di un materiale che può essere peltro o stagno. Nella parte superiore ci sono i resti dell’abito di san Buona Ventura, vescovo e confessore dell’alt’Italia; mentre in quella inferiore, c’è un piccolo frammento del beato Tommaso Bellacci di Firenze.

Infatti, il frate francescano nacque nel 1370 in una casa del capoluogo toscano da genitori macellai (di cui è diventato patrono). La sua carriera spirituale lo aveva portato in Maremma all’età di 53 anni, dove aveva guidato le comunità da lui fondate. La sua azione si estese all'isola d'Elba, dove ha istituito il convento di San Cerbone, ed in Corsica, dove avevba dato vita ai monasteri di Calvi, Bonifacio e Nonza. Pochi anni dopo Tommaso da Scarlino riprese la sua strada verso l’Oriente, terra a cui era rimasto legato per tutta la sua esistenza. Era morto a Rieti il 31 ottobre del 1447.

Un giorno importante, passato alla storia come la sua ricorrenza. A Scarlino il 31 ottobre infatti si festeggia il beato Tommaso e adesso che la reliquia è tornata a casa, data la rilevanza del personaggio per la comunità, amministrazione e biblioteca non vedono l’ora di esporla.

Particolarmente entusiasta si è detta l’assessore all’attività culturali Letizia Franchina (già soprintendente a Siena). Ha chiesto a Grassi di tenere in cura la reliquia, in modo da mostrarla al pubblico in occasione dell’inaugurazione della chiesa di san Donato. Anche i curatori della biblioteca hanno preso contatti con lo storico, per poter organizzare un’iniziativa con i resti del beato in occasione del 31 ottobre. Insomma, Tommaso da Scarlino, patrono dei macellai, è tornato a casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Turismo

Mare più bello d’Italia 2026: la Toscana sul podio con 4 località (una è nella top 10)

di Redazione web
Speciale Scuola 2030