grosseto
cronaca

Nella tomba col batticuore

I giovani archeologi: «Urne, vasi, monete: dentro era tutto intatto»


12 agosto 2007 Andrea Nardini


CIVITELLA PAGANICO. Non credevano ai loro occhi. Quando l’ultimo velo di terriccio è caduto, la luce delle torce, nell’anfratto sotto alla collina di Casenovole, nell’entroterra maremmano presso Civitella Paganico, ha illuminato un tesoro. Una tomba etrusco-romana maestosa, intatta, con urne, vasi pieni monete, ampolle, oggetti di corredo e manufatti di bronzo. «Il cuore ci ha sobbalzato - hanno detto gli archeologi - eravamo increduli perchè pensavamo che la tomba fosse già stata depredata, è il nostro primo scavo, non potevamo cominciare meglio».

Tredici sepolture con ossa e ceneri, di cui 10 ossuari con coperchio a ciotola e 3 urne cinerarie appartenuti probabilmente ad una famiglia etrusca del periodo tardo ellenistico, forse benestante visto che gli archeologi si aspettano di trovare altre cinque sepolture magari di schiavi e servitori. «Quando siamo venuti qui - spiega Perla Giacchieri, architetto - sapevamo dalla cartografia che era una zona “calda”, anche perchè dai racconti che avevamo ci avevano detto che c’erano dei frammenti archeologici, ma trovare una tomba intatta è stato qualcosa di straordinario». I raggi di sole entrano a fatica due metri sotto la superficie dove è contenuta la vera e propria camera funeraria, e il “dromos”, il corridoio che vi giunge appare stretto e scomodo tanto che gli archeologi per entrarvi si devono inginocchiare. Le ampolle adagiate al muro appaiono a distanza di migliaia di anni ancora nel pieno del loro splendore.

L’associazione “Odysseus”, composta da architetti, archeologi, studenti e specializzandi, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica toscana sta procedendo ora ai rilevamenti e trasferirà i reperti tra le mura sicure del Comune di Civitella Paganico già oggi per procedere alla ripulitura, allo studio e al restauro. Un’intera famiglia etrusca che riposava lì, su quel dirupo, dopo millenni rivede il sole per opera dei propri conterranei toscani. Il sentiero scosceso che conduce alla tomba etrusca è un via vai di curiosi ed esperti, che ancora frenetici si muovono di fronte all’imboccatura del sepolcro. Sembra di trovarsi sul set di Indiana Jones, mancano solo le sabbie del Sahara e l’ombra delle piramidi. Le torce accese fanno ripensare al mezzogiorno dell’altro ieri mattina, quando in pieno giorno i primi reperti sono stati illuminati dagli ancora emozionati archeologi. Molti di loro sono giovani, giovanissimi e sono alla prima esperienza di scavo. Ha piovuto e l’atmosfera è tiepida, di quel tepore che ha il sapore della scoperta. Della grande scoperta. Si parla già di ritrovamento archeologico senza precedenti, sicuramente uno dei più importanti sull’intero territorio maremmano.

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