Fiorentina, Solomon è già un caso: «Non sei il benvenuto a Firenze»
Un assessore di Sesto Fiorentino lo accusa di sostenere Netanyahu. Lo sdegno di Carrai
FIRENZE. Il primo colpo di mercato della Fiorentina, l’aquisto del nazionale israeliano Manor Solomon, si porta dietro una scia di polemiche. Non calcistiche, in questo caso, ma politiche. Le ha innescate ieri l’assessore pro Pal di Sesto Fiorentino Jacopo Madau. «Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e può rappresentare la nostra città e la Fiorentina» ha scritto sul suo profilo Facebook.
Apriti cielo. «Per fortuna Firenze, città di pace e di accoglienza, ha valori universali più grandi di queste disgustose parole – ha commentato Marco Carrai, console onorario di Israele – Chi parla di pace e dichiara non gradite le persone, è al pari, in linea di pensiero, di coloro che spingevano nei forni crematori gli ebrei ritenendosi innocenti e con la coscienza pulita solo perché avevano ricevuto l’ordine di farlo».
Intanto la tifoseria viola, anche se parzialmente distratta dalle suggestioni del calciomercato, attende con trepidazione la prima partita ufficiale del 2026, in calendario domenica alle 15, contro la Cremonese di Davide Nicola.
Una sfida che dovrà obbligatoriamente portare i tre punti, pena ulteriori fibrillazioni che questa volta metterebbero a forte rischio la conferma dell’attuale guida tecnica. Saltato Pioli, ancora a libro paga, sarebbe Vanoli a finire nel tritacarne anche se in società sono consapevoli che un eventuale esonero comporterebbe un danno… triplo: a livello economico, a livello di progettualità (la società sta lavorando sul mercato per recuperare gli esterni funzionali agli schemi di questo allenatore) , a livello operativo, con Paratici costretto a misurarsi fin da subito con scelte difficili e potenzialmente decisive per il buon esito della stagione in essere.
La squadra, consapevole di quanto sopra e blindata all’interno del Viola Park, prepara la gara con il dovuto scrupolo e con l’immancabile tensione. Vanoli si affiderà ancora una volta alla difesa a quattro con un unico terminale offensivo, ma saranno diverse le novità rispetto al Tardini, a partire dalla probabile panchina per Kean, assente in questi giorni per non meglio precisati motivi familiari. Al suo posto dovrebbe partire Piccoli, che godrebbe di una chance enorme nel tentativo di dare un senso a questa prima parte dell’avventura a Firenze. Alle sue spalle, Gudmunsson, che ha recuperato dal virus influenzale, Parisi versione esterno alto, e la coppia Mandragora-Ndour, con quest’ultimo preferito a Sohm. Nel ruolo di regista basso dovrebbe partire Fagioli, mentre Nicolussi Caviglia è dato tra i papabili partenti del mercato di gennaio assieme ad altri calciatori finiti ai margini in quest’ultima fase (Richardson, Pablo Marì, Dzeko e forse il citato Sohm) . In pratica un 4-3-2-1 ma anche un 4-1-4-1 secondo necessità. In difesa rientrerà Ranieri dalla squalifica pronto a riprendere il proprio posto sulla fascia sinistra con Dodò dall’altro lato. In mezzo, i centrali Comuzzo e Pongracic. Gosens, non ancora al cento per cento, dovrebbe partire dalla panchina. In porta, come sempre, De Gea. Un assetto che andrà a impattare contro il 3-5-2 della Cremonese, vera rivelazione del torneo.Da sottolineare che la Cremonese, dodicesima in campionato, ha un rendimento esterno da paura.
Preso Solomon, la caccia agli esterni non si ferma e Goretti avrebbe sondato il Cagliari per Luvumbo. Per il centrocampo si guarda con interessa agli esuberi dell’Atalanta (Samardzic e Brescianini) mentre si fa strada l’idea Rodrigo Becao (ex Udinese, ora al Fenerbahce) per la difesa. Se ne riparlerà lunedì, una volta messa alle spalle, si spera positivamente, l’ennesima domenica di passione per Firenze e la Fiorentina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
