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Fiorentina dominante, Lask travolto 7-0. E Palladino sparge zucchero sulla vicenda Biraghi

di Francesco Gensini
Fiorentina dominante, Lask travolto 7-0. E Palladino sparge zucchero sulla vicenda Biraghi

Per i viola grosso passo avanti per la qualificazione diretta agli ottavi della competizione

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FIRENZE. La partita e la serata perfette: vittoria, gol, entusiasmo, i debutti in Europa di due giovanissimi (il portiere Martinelli classe 2006, il centrocampista Harder 2005), risposte e conferme un po’ da tutti i calciatori in una rotazione studiata e fatta per garantirsi una Fiorentina pimpante ieri sera e, soprattutto, domenica pomeriggio a Bologna (l’intento era ed è quello): Raffaele Palladino non può che essere soddisfatto del 7-0 sui modesti austriaci del Lask, e soprattutto del modo in cui l’ha ottenuto, che spara lassù in classifica la Fiorentina di Conference League. «Grande risposta di maturità e di atteggiamento da parte della squadra – ha detto il tecnico viola – Mi è piaciuto come i miei calciatori sono entrati in campo, aggressivi e determinati, mettendo subito in difficoltà l’avversario. Bravi tutti, chi ha giocato dall’inizio e chi è subentrato. È una vittoria che dà entusiasmo e rafforza la nostra mentalità, perché credo fortemente in questo grande gruppo e non lo dico mai tanto per dire. Un gruppo che valori umani, che ha qualità, che dà tutto ogni giorno in ogni allenamento. Sono contento perché chiunque metta in campo in questo momento dà il 100 per cento. Una cosa però è importante: dobbiamo mantenere questa umiltà e questo comportamento. Biraghi? Ribadisco quello che ho dichiarato nella conferenza stampa della vigilia. Si sono dette tante cose false: non c’è stato alcun litigo con “Biro”, c’è stato solo un confronto tra me, lui e la società e abbiamo preso questa decisione per gennaio. Non c’è polemica e non c’è altra spiegazione. Io quando faccio le scelte le faccio per il bene della Fiorentina: vanno rispettate le mie come quelle di Biraghi».

Ancora su uno dei suoi calciatori tirato suo malgrado in ballo nella questione-Biraghi. «Parisi è stato uno dei migliori in campo per me. Non era facile dopo quello che si è scritto anche per lui. Prima della partita gli ho parlato e gli ho dato grandi motivazioni, ma lui mi ha dato a sua volta grandi risposte. Sono contento per la prestazione che ha fatto, di personalità».

Infine, sulla fase difensiva che è diventato punto di forza della Fiorentina. «I primi difensori sono gli attaccanti e questa solidità della retroguardia mi piace tanto: la squadra ormai sa sempre che cosa fare nelle due fasi. Abbiamo modificato qualcosa rispetto all’inizio della stagione e questo è un passo di crescita mio e dello staff di cui sono orgoglioso».

Così Tommaso Martinelli, debuttante con emozione e sorriso. «Avevo un po’ di ansia sul pullman mentre venivamo allo stadio, poi in campo mi sono ritrovato nella mia bolla e ci sono stato bene grazie anche ai compagni. De Gea per me è un maestro, in campo e fuori dal campo. Mi insegna tante cose e cerco di prendere sempre qualcosa da lui. Mi dà consigli, anche stasera (ieri sera): “Stai tranquillo che sei forte, mi ha detto”. Idoli? Ovviamente David, poi Buffon e Courtois». E ora il campionato. Passato il Lask, da ieri sera tutti, calciatori, allenatore e tifosi, si sono già proiettati sulla partita di domenica pomeriggio (ore 15) al Dall'Ara contro il Bologna. Mai banale di per sé il “Derby dell'Appennino”, come da sempre è chiamato per ovvie ragioni geografiche, meno che mai stavolta che sulla panchina rossoblù è seduto Vincenzo Italiano, freschissimo ex che comunque ha lasciato un segno bello profondo nella storia recente del club di Commisso. Ma poi il vero, enorme motivo d'interesse intorno alla partita è un altro: la Fiorentina va a caccia della nona vittoria di fila in campionato, va a caccia di quello che sarebbe il record assoluto nella vita ormai centenaria di questa società dopo aver eguagliato le otto vittorie di fila - battendo 1-0 il Cagliari - che risalivano alla stagione 1959-60. Sessantaquattro anni più tardi, Palladino e i suoi hanno riscritto la storia viola, però adesso sono di fronte alla possibilità di realizzare qualcosa di mai realizzato.

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