Il Tirreno

Firenze

Viola Gonzalez vuole farsi uragano È caccia alla vittoria per la rinascita

di Brunella Ciullini
Viola Gonzalez vuole farsi uragano È caccia alla vittoria per la rinascita

Il testa a testa contro Soulé intriga, ma Nico non intende dividere la posta

09 febbraio 2024
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FIRENZE. Mai come adesso la Fiorentina ha bisogno di Nico Gonzalez. Del vero Nico Gonzalez, del giocatore che con la sua classe, la sua velocità, la sua imprevedibilità e le capacità realizzative ha dimostrato di saper “spaccare” le partite e trascinare la propria squadra.

Lo ha dimostrato in varie occasioni, in particolare in questa stagione che, prima del grave infortunio muscolare riportato lo scorso 14 dicembre dopo pochi minuti durante la sfida esterna di Conference League contro il Ferencvaros, lo aveva visto segnare con grande regolarità sia in campionato che nelle coppe (9 reti finora), onorando al meglio la maglia numero 10. La lesione di secondo grado ai flessori della coscia destra lo ha dunque fermato sul più bello e se è vero che la Fiorentina ha saputo nelle gare successive battere in sequenza Verona, Monza e Torino chiudendo il 2023 al quarto posto in classifica, riuscendo a colmare in qualche modo l’assenza del suo giocatore più forte, nelle ultime settimane il vuoto dell’argentino ha cominciato a farsi sentire sempre di più e i risultati ne sono lo specchio fedele. Mai come adesso Vincenzo Italiano ha bisogno di Nico Gonzalez, a partire dalla gara di domenica con il Frosinone diventata fondamentale per cercare di reagire e ripartire dopo i recenti passi falsi e le ultime delusioni. Il numero 10 può rivelarsi determinante, il grimaldello per aprire la difesa avversaria, ritrovare gol e punti perduti e aggiudicarsi anche il duello a distanza con il giovane connazionale Matias Soulé, talentino della Juventus classe 2003 in prestito al Frosinone, già 10 reti realizzate finora, l'ultima al Milan anche se non è bastata ad evitare la sconfitta. Nico è invece fermo a 9 considerando tutte le competizioni: l’ultimo centro fra quelli segnati in campionato risale al 12 novembre passato, rigore decisivo al Franchi contro il Bologna in una sfida terminata con un successo per 2-1.

A proposito di rigori: lo stesso attaccante, tornato in campo a piccole dosi nelle recenti partite, sta scalpitando e non vede l’ora di tornare ad essere utile alla causa e di riscattare l'errore dal dischetto commesso con l'Inter. Un errore che ha finito per pesare sul risultato della propria squadra (i nerazzurri hanno espugnato Firenze per 1-0) e ovviamente sul suo morale. Gonzalez, numeri alla mano, ha dimostrato di essere uno specialista incontrastato nel battere i penalty, 18 su 19 messi a segno in carriera, 10 su 10 con la maglia viola prima di quello fallito contro l'amico e connazionale Lautaro Martinez. Ha fame di riprendersi tutto, un posto centrale all’interno della sua squadra e, soprattutto, la leadership sul fronte delle marcature. Ancora non è meglio della condizione Gonzalez, non può esserlo dopo quasi cinquanta giorni lontano dall’attività agonistica, ma sta lavorando sodo per recuperare il tempo, la brillantezza e l’efficacia persi per l’infortunio, l’ennesimo per i suoi muscoli di cristallo.

Adesso il peggio sembra alle spalle, non a caso Italiano appare fortemente intenzionato di schierarlo domenica titolare. Sarebbe la prima volta da quella notte nefasta di Budapest. Oltretutto, al di là della necessità della Fiorentina di tornare a vincere e fermare la preoccupante emorragia di punti, il buon Nico ha tante motivazioni anche personali: gli manca appena un gol per andare in doppia cifra nell’attuale stagione e pure per toccare quota 20 con il club viola. L’occasione è quella giusta: c’è da restituire il sorriso al Franchi, specie dopo i ripetuti schiaffi rimediati nelle ultime settimane. Nico non aspetta altro se non riaccendere la luce: basta poco, un lampo o poco più. Lo sa benissimo.  

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