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Nico 2028, l’argentino diventa bandiera viola

di Francesco Gensini
Nico 2028, l’argentino diventa bandiera viola<br>

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FIRENZE. Passato, presente, futuro. Che non è un esercizio sui tempi verbali, ma la declinazione in viola di Nico Gonzalez o, per meglio dire, da ieri Nico 2028: firma sul rinnovo di contratto, altri due anni in aggiunta a quelli che erano stato stabiliti all’arrivo a Firenze nell’estate 2021 e sostanzioso ritocco all’ingaggio fino a raggiungere Milenkovic (il più pagato della rosa al commento) oltre i 3 milioni con qualche bonus. Passato perché l’argentino ha già lasciato il segno nelle due stagioni alle spalle, presente perché mai i risultati e le fortune della Fiorentina sono andati di pari passo con le prestazioni dell’ex Stoccarda come in questo mese tra campionato e Conference League, e futuro appunto perché la firma di ieri, con maglia “celebrativa” e scatto a favore di fotografo insieme al direttore generale Joe Barone, dimostra inequivocabilmente una cosa sola: l’investitura a rappresentare il calciatore intorno al quale Rocco Commisso s’immagina di costruire una Fiorentina ancora più forte. «Sono felice. Fosse per me resterei qui in questa città e con questa maglia a vita». Lo ha detto Nico. Al sito del club, schermandosi la bocca come si fa in un gesto che esprime pudore, per non farsi sentire – sorridendo e anche un po’ emozionato – proprio da Barone che gli siede accanto. «Grazie al presidente, al direttore, a Italiano, ai miei compagni che hanno reso possibile tutto ciò». Un filo di voce un po’ ce l’ha di suo quando parla pubblicamente, ma per il resto molto ha fatto l’occasione che è davvero di quelle che lasciano il segno non solo lungo il percorso professionale, ma anche in quello di giovane uomo (Nico ha pur sempre 25 anni) al cospetto di un evento tra i più significativi. E i soldi c’entrano sempre, però fino a un certo punto: le parole strozzate con tono e aria di chi ha un tumulto dentro sono lì a testimoniarlo. «Detto questo, non voglio firmare», ha aggiunto stavolta con una risata a liberare l’emozione mentre lì sulla scrivania dello studio al Viola Park si apprestava a mettere l’autografo più prezioso. «Quello che è stato nel passato appartiene al passato, io penso solo al futuro, anzi al presente e in questo momento la cosa che più conta per me e per tutta la squadra è il Frosinone che andiamo a incontrare. Però, ribadisco, sono felice: lui (Barone, ndc) lo sa, glielo ripeto ogni volta fin dal primo giorno della mia esperienza a Firenze. Sono felice qua».

Talmente dentro al progetto-Fiorentina da aver fatto da sponda alla società nel rifiuto alla mega offerta da quarantacinque milioni del Brentford ad agosto e poi da scegliere la maglia numero 10. Affatto banale nel calcio, a Firenze men che mai. «Non gioco per il numero, ma gioco per la maglia. E se la dovessi pesare, la 9 sì che sarebbe davvero pesante per me». Senza nominarlo, non ci vuole molto a capire che Nico Gonzalez pensa e si riferisce a Gabriel Omar Batistuta, il 9 argentino che ha fatto impazzire Firenze. «Però so che i tifosi viola sono felici che io abbia il numero 10». Altro sorriso, altra foto con la maglia “Nico 2028” in bella mostra e via. C’è il Frosinone che aspetta, altro che firme.
 

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