I suoi scatti bruciano tutti Dodò è il migliore in campo e porta la viola in Paradiso
Quella corsa sotto la curva al triplice fischio finale
FIRENZE. Se c'è un giocatore che più di tutti giovedì ha incarnato la voglia della Fiorentina di approdare in finale questo è Domilson Cordeiro dos Santos, meglio conosciuto come Dodò, 1 metro e 66 centimetri di corsa, velocità ed esplosività sulla fascia destra dove ha fatto la differenza contro la Cremonese, in una gara che la propria squadra – per la posta in palio e il vantaggio per 2-0 acquisito all'andata – ha pensato soprattutto a gestire. Il 24enne brasiliano arrivato l'estate scorsa dallo Shakhtar Donesk per 14,5 milioni di euro più 3,5 di bonus (il club ucraino aveva chiesto di più ma la volontà del giocatore di venire a Firenze ha permesso alla società di Commisso di ottenere uno sconto) è stato letteralmente devastante, ha corso, lottato, giocato fino all'ultimo, con i suoi strappi e le sue accelerazioni ha seminato il panico, sembrava avesse mille polmoni. E al triplice fischio s'è fiondato sotto la curva Fiesole per festeggiare con i tifosi.
Già da tempo, dopo un inevitabile periodo di ambientamento in cui difficoltà e problemi non erano mancati, complice anche una condizione fisica non brillante, Dodò ha iniziato a prenderci gusto e confermare di meritare il sostanzioso investimento. Giovedì ha percorso 11 chilometri, meno soltanto di Barak e Biraghi fra i suoi compagni. E la velocità nello sprint è stata di 33,8 chilometri orari, inferiore solamente a quella di Sottil. Infine la sua heatmap dimostra come abbia padroneggiato nella propria zona di campo in cui ha imperversato in lungo e pure in largo, avviando l'azione come un trequartista di ruolo. Davanti a tutto ciò passa in secondo piano la multa di 1.500 euro che ha preso per simulazione. È stata la notte della Fiorentina tornata in finale a 9 anni dall'ultima disputata: «Torneremo grandi ancor» hanno cantato i giocatori viola scatenandosi nello spogliatoio ebbri di gioia come diffuso da un video. È stata la notte della passione del tifo manifestata in tutte le sue forme più belle. Ma è stata pure quella della definitiva consacrazione di Dodò che dopo le convocazioni nelle giovanili punta a conquistare una chiamata in Nazionale maggiore: intanto sta conquistando sempre più Firenze e il popolo viola in un finale di stagione che promette grandi soddisfazioni.
«I tifosi della Fiorentina sono molto caldi, sono diversi rispetto a quelli che ho conosciuto in Ucraina: trovo molto similitudini con le tifoserie brasiliane e mi danno tanta carica, mi danno la forza per giocare bene – ha dichiarato di recente ai canali del club – . Gli inizi non sono stati facili, venivo da 7 mesi di inattività, faticavo a trovare continuità di rendimento, poi ho avuto pure un infortunio. Ora da qui al termine della stagione voglio sempre fare grandi prestazioni».
Corteggiato in passato anche da Inter, Bayern e club inglesi, Dodò è stato blindato per cinque anni, quindi sulla sua permanenza non paiono esserci dubbi. Chi invece potrebbe partire in estate è Amrabat: il suo procuratore, Alberto Maria Fontana, ha rimarcato su Radio Sportiva l'interesse di un top club europeo (il Barcellona, ndr). Ma prima di sedersi a un tavolo con i dirigenti viola il centrocampista marocchino si batterà per vincere. Dodò docet.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
