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Per chi suona la campana viola: Italiano cerca la svolta con Cabral

di Francesco Gensini
Per chi suona la campana viola: Italiano cerca la svolta con Cabral

Al Bentegodi c’è da invertire la rotta per uscire dalla palude della zona salvezza. Il tecnico potrebbe schierare il brasiliano, ma Jovic sarà certo della partita

27 febbraio 2023
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FIRENZE. C’è una cosa molto positiva che la Conference League ha lasciato in eredità, da aggiungere ovviamente alla qualificazione agli ottavi di finale che rimane la principale e più importante: la possibilità per il tecnico siciliano di poter attingere dal gruppo praticamente al completo (c’è anche Milenkovic tra i convocati anche se non al meglio per il problema all’adduttore accusato contro l’Empoli) e, soprattutto, con alcuni calciatori rilanciati dall’Europa al livello più alto del proprio rendimento.

Uno sopra gli altri: Arthur Cabral. Tanto che la certezza Jovic “sicuro titolare” si è trasformata in ballottaggio serratissimo tra i due centravanti, ma il tecnico viola è ben felice di avere questo tipo di dubbio dopo aver passato gran parte della stagione finora alla ricerca della soluzione migliore per ovviare al problema del gol che spesso, troppo spesso, ha condizionato la Fiorentina.

Doppietta per il serbo nella gara d’andata in Portogallo che ha spianato la strada al passaggio del turno ai danni del Braga, doppietta per il brasiliano nella stessa occasione, che poi si è ripetuto nel derby di campionato evitando la sconfitta ai viola e infine ha messo il sigillo sul 3-2 del ritorno di Coppa: come sceglie, adesso Italiano sceglie bene. Cabral o Jovic che sia oggi a Verona, ma saranno tutti e due comunque prima o dopo, la squadra viola ha bisogno di gol e di una vittoria per cancellare i numeri deficitari che specie nel 2023 hanno fatto da sgradita cornice al percorso in Serie A e per sistemare una volta per tutte la classifica, pensando poi sì ai piani di risalita e non a quelli di difesa dall’incalzare di chi lotta per non retrocedere.

Solo il risultato pieno al “Bentegodi” lo consentirà, invertendo una tendenza che ha prodotto appena 6 punti nelle otto partite nel nuovo anno, con ultimo successo datato 7 gennaio sul Sassuolo grazie al rigore trasformato in extremis da Nico Gonzalez, ma i punti sono addirittura la miseria di due nelle ultime sei gare e hanno provocato l’ulteriore discesa in classifica con tutti i rischi annessi e connessi.

La speranza/progetto/aspettative di Italiano – che di suo sa di dover metterci ancora qualcosa di più – e di tutto l’ambiente è la Conference League abbia definitivamente sbloccato sotto il profilo psicologico non solo i due attaccanti tanto attesi, ma anche l’intera squadra. Non a caso lo stesso Italiano, nelle parole di sabato a presentare la trasferta di Verona, ha auspicato il recupero di serenità e tranquillità da parte dei suoi per ottenere i tre punti, chiudere la porta con i problemi e aprire un portone verso altri orizzonti. Ma a chi si affiderà l’allenatore viola? Chi avrà questo compito delicato e necessario? Tra i pali rientra Terracciano dopo il discreto debutto di Sirigu in mezzo a qualche brivido di troppo e a protezione del portiere campano ci sarà la linea difensiva come al solito a quattro e in questo caso composta da Dodô, Quarta, Igor e Biraghi: con il succitato Milenkovic non ancora al meglio, l’alternativa è rappresentata da Terzic (sempre più convincente) impiegato a destra al posto del brasiliano ex Shakhtar ed è una variante affatto da sottovalutare.

Sotto il centrocampo che sarà un concentrato di esperienza e motivazioni: l’esperienza (e la qualità) di “Jack” Bonaventura a cui si affida la Fiorentina, le motivazioni (e la qualità) di Amrabat e Barak che per motivi e strade differenti hanno bisogno entrambi di recuperare la loro migliore versione. Il ritorno a Verona e sul campo del “Bentegodi” che conoscono bene potrebbe e dovrebbe essere un ulteriore stimolo. E con l’attacco, infine, si risale fino al punto di partenza e alla curiosità di capire come Italiano ha risolto il (bel) dubbio sulla scelta del centravanti: a favore di Arthur Cabral. Questa è l’impressione derivante dalla rifinitura di ieri e dagli schemi provati con l’ex Basilea a fare da punto di riferimento, ma occhio sempre e comunque alla “conferma” di Jovic che certo non stupirebbe. Rimangono gli esterni: a Gonzalez si rinuncia male seppur non al massimo della forma, per l’altra fascia è sprint Saponara-Kouame con il fantasista romagnolo da preferire per la duttilità tattica e il rendimento che sta garantendo.


 

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