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Viola, il Rinascimento nel derby. Italiano: «Esaltiamoci in campo»

di Francesco Gensini
Viola, il Rinascimento nel derby. Italiano: «Esaltiamoci in campo»

La Fiorentina deve cavalcare l’onda lunga del successo portoghese in Conference. Il tecnico: «Jovic e Cabral devono trascinarci: con l’Empoli possiamo fare bene»

19 febbraio 2023
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FIRENZE. Come il più abile dei surfisti, la Fiorentina dovrà essere brava a cavalcare l’onda lunga creata dalla dirompente vittoria in Portogallo per imprimere finalmente una svolta decisa e decisiva al proprio campionato. Certo, il derby con l’Empoli non è mai partita banale e, se ci fosse qualche dubbio, ecco la partita dell’andata a riportare alla mente i contenuti che in queste occasioni raramente rimangono entro l’ambito tecnico (0-0 il risultato del “Castellani” nonostante i viola abbiano giocato in superiorità numerica per mezz’ora).

La squadra viola non ha altra strada che battere gli azzurri se vuole davvero prendere l’ultimo treno utile con destinazione classifica che conta. Vincenzo Italiano non ha dubbi.

Iniezione di fiducia

«Sono convinto – ha detto l’allenatore viola ai canali social del club – che la vittoria di Braga ci possa dare tanto anche nell’immediato e, soprattutto, mi auguro che questa iniezione di fiducia ci possa servire in campionato. Sono contento per quanto fatto vedere in Portogallo in termini di qualità dalla mia squadra e per l’atteggiamento che hanno avuto gli attaccanti: dobbiamo trasferire tutto ciò subito domani (oggi, ndc) nella gara contro l’Empoli, ne abbiamo bisogno». Il settimo posto, quello che la Fiorentina come ben sa, potrebbe dare l’accesso alla Conference League della prossima stagione, è lontano ma non lontanissimo e le tante gare che mancano alla fine del campionato sono un ulteriore incentivo. A patto, chiaramente, che Biraghi trasformino l’andamento lento di questi mesi in un marcia veloce e per riuscirci hanno un obbligo inderogabile: dare continuità ai risultati.

Da dubbio a certezza

È un obbligo, più che altro, reso tale da questo inizio di 2023 di segno meno, poi accentuato dalle ultime cinque partite in cui la Fiorentina ha ottenuto appena un punto (0-0 all’Olimpico con la Lazio). Troppo poco, per avere qualsiasi tipo di velleità che non sia quella di starsene lontano dai guai della zona dove si lotta per non retrocedere. Ma se dentro queste cinque partite (e quattro sconfitte) c’erano stati qua e là alcuni segnali che potevano comunque ancora indurre all’ottimismo e a far pensare che, sì, c’era ancora modo per cambiare passo, c’è voluta la trasferta di Braga per averne la certezza. Quella Fiorentina può essere la Fiorentina che in campionato può fare bene così come bene sta facendo in Conference League e in Coppa Italia. Jovic e Cabral la chiave di (s)volta? «Giovedì sono stati bravissimi a concretizzare, cosa che non sempre è stata sotto porta, ma abbiamo sempre cercato di stimolarli e di metterli nelle condizioni di rendere. Spero che sia scattato qualcosa per entrambi: sono calciatori a cui ci aggrappiamo e loro devono trascinarci».

Ora o mai più

Empoli oggi, Verona nel posticipo di lunedì 27: con tutto il rispetto che s’impone ad avversari competitivi (gli azzurri di Zanetti sono tre punti avanti in classifica), che nulla regaleranno e che potenzialmente sono in grado di battere la formazione di Italiano, non sfruttare queste due occasioni significherebbe mettere una pietra tombale sul campionato. A quel punto, sarebbe anche “giusto” accantonare qualsiasi ambizione e occuparsi solo di quanto succede alle spalle dopo due terzi di stagione contraddistinti dal segno meno, ma è un pensiero che la Fiorentina scaccia lontano. Anzi, non ce l’ha proprio. L’unico pensiero si chiama Empoli. «Impegno difficile, come tutti. L’Empoli ha qualità ha giocatori che si conoscono e che giocano spensierati, però noi dobbiamo soltanto pensare a fare bene e ad esaltare le nostre caratteristiche: così facendo possiamo mettere in difficoltà chiunque». Con il sostegno dei trentamila del “Franchi”. «Il nostro stadio ci spinge da ed è un valore aggiunto: noi non ci risparmieremo, mi auguro di gioire tutti insieme dopo alcune sconfitte». 

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