Addio al deposito Eni di Calenzano, diventerà un hub del fotovoltaico
Firmato l’accordo un anno e mezzo dopo la strage del dicembre 2024, quando persero la vita cinque persone e altre 28 rimasero ferite
CALENZANO. È stato firmato il protocollo d’intesa tra Regione, Comune di Calenzano ed Eni Industrial Evolution che definisce il percorso di riconversione del deposito Eni di via Erbosa a Calenzano in un polo per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Dopo l’esplosione avvenuta il 9 dicembre 2024 quando persero la vita cinque persone e altre 28 rimasero ferite, provocando anche ingenti danni al territorio circostante, quel sito, diventato negli anni anacronistico, viene completamente ridefinito, mettendo tecnicamente fine ad un progetto superato con velocità dopo un anno e mezzo dal tragico evento. L’accordo è stato siglato oggi, 6 agosto, in Regione dal presidente Eugenio Giani, dal sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, dal direttore Industrial transformation di Eni Giuseppe Ricci e dall’amministratore delegato di Eni Industrial Evolution Umberto Carrara.
«Quel deposito – ha detto il presidente Giani – era nato negli anni Sessanta, quando l’area era ancora prevalentemente agricola e rappresentava un’infrastruttura strategica per la rete dei trasporti. In tempi recenti, con la crescita del territorio e la forte urbanizzazione, un impianto di questo tipo era diventato del tutto inappropriato e pericoloso, come purtroppo abbiamo visto. Per questo, insieme al sindaco Carovani, fin dai primi confronti con Eni abbiamo detto con chiarezza che non si poteva immaginare di ripristinare un’attività di stoccaggio e distribuzione dei carburanti».
Con questo accordo i 180mila metri quadrati dell’ex deposito diventeranno un polo per la produzione di energia pulita, un percorso che porterà alla cessazione definitiva dell’attività di stoccaggio dei carburanti e alla trasformazione del sito subordinatamente al completamento delle attività di bonifica ambientale. Con l’accordo verrà realizzato un impianto fotovoltaico con una potenza installata fino a 20 MWp (in grado di coprire il fabbisogno elettrico di circa 10 mila famiglie), che resterà di proprietà di Eni o di una società del gruppo, e di un secondo impianto da circa 1 MW con sistema di accumulo, che sarà ceduto gratuitamente al Comune. Riqualificazione dell’area e recupero degli immobili, sono gli altri interventi.
«In prossimità dell’area Eni – ha detto il sindaco Carovani – c’è un’area sportiva che noi andremo a riqualificare e potenziare, c’è la presenza del servizio ferroviario dell’area del Pratignone con la possibilità di ampliamento delle fermate dei treni regionali. E inoltre sono previsti anche interventi di potenziamento delle attività produttive con progetti specifici».
Tra gli obiettivi condivisi figurano inoltre la sottoscrizione, entro 180 giorni, di un successivo accordo per la riqualificazione del complesso immobiliare dell’ex Omni di via di Le Prata, oggi in stato di degrado, con la possibilità di mettere a disposizione delle realtà associative del territorio gli spazi inutilizzati, e la promozione, insieme ai soggetti competenti e a Ferrovie dello Stato, di un progetto di riqualificazione della fermata ferroviaria di Pratignone quale nodo intermodale di interesse metropolitano e regionale, sul modello della fermata di Firenze viale Guidoni, con la prospettiva di un potenziamento del servizio ferroviario lungo l’asse Firenze-Prato-Pistoia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
