Morto in azienda a Carrara, il viaggio del dolore per Aldo: dalla Sicilia arrivano i genitori
In città la famiglia dell’operaio 44enne schiacciato dalle lastre. Resta un’incognita l’adesione media allo sciopero di 8 ore, mentre si attende il nulla osta del magistrato per la salma
CARRARA. Hanno preso un aereo dalla Sicilia e sono giunti a destinazione la sera del giorno in cui il figlio ha perso la vita. Raggiungere la provincia apuana è stato il viaggio del dolore per i genitori di Aldo Gullotti, l’operaio 44enne che mercoledì mattina 5 agosto è morto schiacciato da un “pastello” di lastre di marmo: gli sono cadute addosso mentre le stava movimentando.
Si trovava nel capannone della sede commerciale della Santucci Group, in via provinciale Massa-Avenza, l’azienda del lapideo che lo aveva assunto più di venti anni fa: tant’è che non si esagera se si dice che lì fosse considerato uno-di-famiglia dagli imprenditori, i fratelli Santucci.
L’addio
Per l’ultimo saluto a Aldo, che era approdato a Massa-Carrara poco più che adolescente raggiungendo una zia, si devono attendere le disposizioni della Procura. I tecnici dell’Asl nord ovest che si occupano di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro sono intervenuti mercoledì mattina per eseguire quei rilievi che dovranno raccontare la dinamica di quanto è accaduto e spiegare come e perché l’operaio è morto: terminati gli accertamenti, hanno fatto trasportare la salma all’obitorio di Monterosso, a disposizione del magistrato.
Fino al primo pomeriggio di oggi, 6 agosto, non avevano ricevuto ulteriori indicazioni i tecnici dell’Asl, anche se, in teoria, potrebbe aver disposto nuove investigazioni il pubblico ministero titolare dell’inchiesta che dovrà far luce sulle cause della tragedia che si è portata via l’operaio, originario del Messinese trapiantato a Massa-Carrara – abitava a Turano di Massa – da quando era poco più che adolescente; al momento non ci sarebbero però elementi che corrono in questa direzione.
Dal monte al piano
A 24 ore dall’incidente mortale, oggi è stato il giorno del silenzio dopo l’effetto-domino delle reazioni immediate del sindacato e di Confindustria, della politica e della Diocesi. La giornata lavorativa prevedeva uno sciopero di otto ore in tutto il Distretto lapideo apuo-versiliese indetto dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil che rappresentano i lavoratori della pietra: Fillea, Filca, Fenail. Nel pomeriggio di oggi non era stata ancora resa nota la percentuale media di adesione allo sciopero. Resta un’incognita. I sindacalisti non quantificano la partecipazione, questa volta. C’è chi sostiene che «in cava abbia incrociato le braccia almeno un lavoratore su due, meno al piano, mentre nel comparto scaglie l’adesione è stata residuale».
Poi arrivano le precisazioni: «Teniamo conto che alcune cave sono già chiuse per le ferie di agosto – dice Francesco Ventimiglia di Fillea Cgil – e comunque dove siamo presenti come sigle sindacali l’adesione è stata pressoché totale: Coop Gioia, Gualtiero Corsi, Campolonghi Avenza, Coop Scultori..». E, ancora, l’adesione sarebbe stata al 100 per cento, secondo il segretario generale della Cgil di Massa-Carrara Nicola Del Vecchio, tra i dipendenti di «Successore Adolfo Corsi, Cave Amministrazione, Fratelli Giorgini». Non emerge però, come di consueto, la percentuale media, che fa – appunto – una media tra punte massime e punte minime. «La giornata di sciopero nel Distretto lapideo apuo-versiliese – chiude Andrea Giannuzzi, responsabile territoriale di Filca Cisl – è stata soprattutto un momento di riflessione e di rispetto per Aldo».
Il pensiero
La Santucci Group, che non ha subìto sequestri di aree aziendali o di porzioni di capannone dove la tragedia è avvenuta, oggi era invece chiusa per lutto. Resta indelebile il ricordo di Aldo, «lavoratore instancabile, collega d’oro», tanto da far dire a molti, sia colleghi che imprenditori, «ce ne fossero come lui».
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